Nel 2027 quasi 1,9 milioni di proprietari veneti di auto e motocicli potranno beneficiare dell’esenzione dal bollo prevista dal nuovo provvedimento approvato dal Consiglio dei ministri. La misura riguarda il primo veicolo posseduto con potenza fino a 80 kW e non prevede limiti legati all’Isee.
In Veneto, secondo i dati riportati nel provvedimento, le persone interessate sono 1.924.897, mentre il numero complessivo dei veicoli che rientrano nei requisiti supera i 2,5 milioni. Nel dettaglio, si tratta di 2.005.825 automobili e 501.198 motocicli.
L’esenzione avrà validità per il solo 2027 e riguarda il primo veicolo del possessore che rispetta il limite di potenza stabilito.
Quanto vale la misura a livello nazionale
Il provvedimento interesserà una parte consistente del parco circolante italiano. La platea comprende infatti tutti i motocicli entro la soglia prevista e oltre il 70% delle automobili, per un totale stimato di circa 14,5 milioni di veicoli.
La copertura finanziaria indicata dal Governo ammonta complessivamente a 2,3 miliardi di euro. Il gettito nazionale derivante dal bollo viene invece quantificato in circa 7,1 miliardi, con l’intervento che quindi interessa una quota pari a circa il 30% delle entrate complessive.
Per compensare le minori entrate delle Regioni è stato previsto un trasferimento statale di 2.293,5 milioni di euro. I criteri attraverso i quali le risorse saranno distribuite tra i diversi territori dovranno essere definiti entro il 31 marzo 2027.
In Veneto il bollo vale circa 600 milioni
Il tema della compensazione assume particolare rilievo in Veneto, dove il gettito annuale del bollo auto viene indicato in circa 600 milioni di euro. Si tratta di risorse che contribuiscono al finanziamento dei livelli essenziali di assistenza sanitaria e dei servizi territoriali.
Il presidente della Regione Veneto Alberto Stefani ha accolto favorevolmente la decisione del Governo, sostenendo che l’esenzione rappresenti un intervento a favore delle famiglie. Stefani ha inoltre affermato che la misura sarà accompagnata da compensazioni ritenute adeguate, così da evitare minori entrate per la Regione.
Sulla stessa linea le dichiarazioni di Matteo Salvini, che ha manifestato soddisfazione per l’intervento e indicato la possibilità di ampliare in futuro la soglia degli 80 kW.
Anche il commissario della Lega in Veneto Andrea Tomaello e il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Claudio Borgia hanno espresso apprezzamento per la misura, collegandola alla riduzione del carico fiscale sulle famiglie e sui lavoratori.
L’opposizione regionale solleva dubbi sulle compensazioni
Il provvedimento ha però aperto un confronto politico in Veneto soprattutto sul tema delle risorse destinate alle Regioni.
I consiglieri regionali di Alleanza Verdi e Sinistra Elena Ostanel e Carlo Cunegato hanno presentato un’interrogazione alla Giunta regionale, chiedendo chiarimenti sulla copertura delle minori entrate. I due esponenti dell’opposizione hanno evidenziato la differenza tra l’ammontare complessivo del gettito e la quota destinata alla compensazione e hanno espresso il timore che una parte dei costi possa ricadere sui bilanci regionali.
Tra le richieste avanzate alla Regione figura quindi una stima precisa dell’eventuale perdita di gettito per il Veneto e l’indicazione delle risorse che verrebbero utilizzate qualora il trasferimento statale non fosse sufficiente.
Ostanel e Cunegato hanno inoltre criticato l’impostazione del provvedimento rispetto al tema dell’autonomia regionale, sostenendo che la cancellazione di un’imposta di competenza regionale attraverso una decisione statale rappresenti un accentramento delle competenze.
Il confronto sull’autonomia
Anche Giovanni Manildo, consigliere regionale del Partito Democratico, ha espresso perplessità. La sua posizione è che la cancellazione del bollo possa creare un’incognita sulle entrate regionali, in particolare considerando il ruolo che queste risorse hanno nel finanziamento di trasporti, infrastrutture e servizi essenziali.
Manildo ha contestato inoltre la compatibilità della misura con il percorso verso l’autonomia differenziata, sostenendo che l’intervento statale riduca la disponibilità di risorse direttamente gestite dalle Regioni.
Una posizione critica è stata espressa anche dal consigliere Riccardo Szumski, che ha definito il provvedimento un esempio di “autonomia centralizzata”. Secondo la sua impostazione, la riduzione del tributo rappresenta un beneficio per i cittadini, ma potrebbe contemporaneamente trasferire agli enti territoriali la necessità di compensare eventuali minori entrate attraverso altre risorse o attraverso una riduzione della spesa.
Cosa cambia per gli automobilisti veneti
Per i cittadini che possiedono un’automobile o un motociclo entro il limite di 80 kW, la principale novità consiste quindi nell’esenzione dal pagamento del bollo per il 2027, purché si tratti del primo veicolo del possessore interessato dalla misura.
L’esenzione non sarà invece legata alla situazione economica della famiglia: non è previsto alcun requisito Isee.
Restano da definire i criteri con cui verranno distribuite alle Regioni le risorse stanziate dallo Stato. Proprio su questo aspetto si concentra una parte significativa del confronto politico in Veneto, dove il gettito del bollo rappresenta una componente rilevante delle entrate regionali.
Il provvedimento mette dunque insieme due aspetti distinti: da una parte la riduzione del tributo per milioni di proprietari di veicoli, dall’altra la necessità di garantire alle Regioni le risorse necessarie a mantenere l’equilibrio dei propri bilanci e a finanziare i servizi di competenza.
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