San Giorgetto a Verona, via al restauro della chiesa storica

Approvato il progetto di recupero dell’edificio vicino a Santa Anastasia: l’intervento da 760 mila euro sarà finanziato dalla Soprintendenza e consentirà la futura riapertura al pubblico

Restauro chiesa San Pietro Martire

La chiesa di San Pietro Martire, conosciuta come San Giorgetto, si prepara a tornare accessibile alla città di Verona grazie a un importante intervento di restauro e messa in sicurezza. La Giunta comunale ha approvato il progetto di fattibilità tecnico economica relativo ai lavori di prevenzione del rischio sismico, riduzione della vulnerabilità strutturale e recupero dell’edificio storico situato accanto alla Basilica di Santa Anastasia.

La chiesa, oggi di proprietà del Comune e non più destinata al culto, è attualmente chiusa al pubblico a causa delle condizioni di inagibilità. L’intervento punta quindi a restituire alla comunità un luogo di grande valore storico e artistico, dopo un periodo di quasi dieci anni di mancata fruizione.

Un investimento da 760 mila euro per il recupero di San Giorgetto

Il progetto prevede un investimento complessivo di 760 mila euro, interamente sostenuto dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Verona, Rovigo e Vicenza.

Le risorse arrivano dagli stanziamenti previsti dalla legge 232/2016 e assegnati attraverso un decreto del ministero della Cultura del marzo 2022.

La Soprintendenza avrà anche il ruolo di stazione appaltante, occupandosi della progettazione esecutiva e della realizzazione dei lavori. L’intervento non comporterà quindi costi a carico del bilancio del Comune di Verona.

L’avvio del cantiere è previsto entro la fine di ottobre, con una durata stimata dei lavori di circa cinque mesi.

Gli interventi previsti sulla struttura e sulle opere artistiche

Il piano di recupero riguarda diversi elementi architettonici e artistici della chiesa di San Pietro Martire.

Tra le opere previste rientrano:

  • il consolidamento antisismico della struttura;
  • il recupero delle murature e dell’arco d’ingresso;
  • il restauro della cella campanaria;
  • il consolidamento delle volte a crociera;
  • il recupero della copertura;
  • il restauro delle parti lapidee, lignee e affrescate;
  • il recupero dei portali di accesso e delle arche presenti sulle facciate.

Particolare attenzione sarà dedicata agli elementi decorativi e alle testimonianze storiche che caratterizzano l’edificio, comprese le arche scaligere integrate nelle murature esterne.

Tra queste spicca l’arca di Guglielmo da Castelbarco, collocata sopra l’arco che conduce al cortile di accesso del Conservatorio di Musica Dall’Abaco.

Una chiesa legata alla storia medievale di Verona

San Giorgetto rappresenta uno degli edifici storici più significativi del patrimonio veronese. La sua costruzione risale alla fine del XIII secolo e nel corso dei secoli ha mantenuto importanti testimonianze artistiche e architettoniche.

L’edificio è entrato nella proprietà comunale nel 1807 e conserva al suo interno un apparato pittorico di particolare interesse storico.

La vicesindaca e assessora ai Beni culturali e al Patrimonio ha sottolineato il valore dell’intervento, evidenziando il contributo degli enti coinvolti nella progettazione e nella realizzazione del recupero.

Tra questi rientrano la Soprintendenza ABAP, che ha curato la progettazione preliminare e seguirà l’esecuzione dei lavori, e l’Università IUAV, impegnata nella ricerca storico-documentale necessaria alla definizione dell’intervento.

Un accordo tra Comune e Soprintendenza per la riapertura

La Giunta comunale ha inoltre approvato lo schema di accordo previsto dall’articolo 15 della legge 241/1990, che definisce i rapporti tra Comune e Soprintendenza per la realizzazione dell’opera.

L’intesa disciplina le modalità operative e organizzative del progetto, permettendo di coordinare le attività necessarie al recupero del monumento.

Al termine dei lavori, San Giorgetto potrà tornare a essere un luogo visitabile e fruibile dalla cittadinanza, valorizzando una parte importante del patrimonio storico e artistico di Verona oggi non accessibile.

L’intervento rappresenta quindi un’azione di tutela e conservazione di un edificio monumentale che, grazie al finanziamento e alla collaborazione istituzionale, potrà essere restituito alla città.

Redazione

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