A Verona diminuisce la quantità di rifiuto urbano residuo, con oltre 5.400 tonnellate di materiale indifferenziato in meno nei primi otto mesi del 2026 rispetto allo stesso periodo del 2025. Il dato, comunicato da Amia e rilevato attraverso il sistema O.R.So. (Osservatorio Rifiuti Sovraregionale), evidenzia un cambiamento significativo nella gestione dei rifiuti cittadini.
Tra gennaio e agosto 2026 il secco residuo è passato da circa 38.500 tonnellate a poco più di 33.000, registrando una riduzione del 16%. Si tratta della frazione di rifiuto che rimane dopo la raccolta differenziata e comprende tutti quei materiali non recuperabili destinati allo smaltimento.
La diminuzione del rifiuto indifferenziato rappresenta un elemento rilevante anche dal punto di vista economico e ambientale. Lo smaltimento del secco residuo comporta infatti costi elevati per ogni tonnellata conferita, oltre a un maggiore impatto rispetto ai materiali avviati al riciclo.
Cala anche la quantità totale di rifiuti prodotti
La riduzione del secco non è legata soltanto all’aumento della raccolta differenziata. L’analisi dei dati mostra infatti un calo generale della produzione di rifiuti nel territorio comunale.
Nel confronto tra gennaio-agosto 2025 e lo stesso periodo del 2026, la quantità complessiva è diminuita di circa il 5%, con 4.000 tonnellate di rifiuti in meno prodotte in città. Il totale è passato da oltre 87.000 tonnellate a circa 83.000.
Secondo Amia, l’incremento della raccolta differenziata spiega solo in parte il calo del secco residuo. Il nuovo sistema di raccolta avrebbe avuto un ruolo importante soprattutto nel contrasto alla cosiddetta migrazione dei rifiuti, ovvero il conferimento nel Comune di Verona di rifiuti prodotti in altri territori.
Il nuovo modello di raccolta
Il cambiamento viene collegato all’estensione della raccolta differenziata combinata, oggi presente in oltre metà del territorio comunale. Il sistema prevede cassonetti ad accesso controllato per il conferimento del secco e dell’umido, mentre carta e plastica-alluminio vengono raccolte attraverso il servizio porta a porta.
Per Amia, questo modello avrebbe contribuito a ridurre il fenomeno che negli anni aveva interessato Verona, dove erano presenti cassonetti aperti mentre molti comuni della cintura urbana avevano già adottato sistemi diversi, soprattutto basati sul porta a porta per le principali frazioni di rifiuto, con esclusione del vetro.
Secondo il presidente di Amia Roberto Bechis, i numeri mostrano una diminuzione del rifiuto indifferenziato che non dipenderebbe esclusivamente dall’aumento della differenziata. La percentuale di raccolta differenziata cittadina, infatti, nel 2026 avrebbe superato il 60%, dopo un lungo periodo in cui era rimasta intorno al 53%.
Meno conferimenti esterni nel territorio comunale
Tra gli effetti del nuovo sistema viene indicata anche una riduzione dei conferimenti impropri provenienti dall’esterno del Comune. Il dirigente di Amia Luca Mariotto ha spiegato che il fenomeno era già stato in parte individuato dagli ispettori ambientali.
Secondo i dati forniti dall’azienda, circa il 20% delle sanzioni contestate riguarda il conferimento di rifiuti nel capoluogo da parte di persone residenti in altri comuni.
La diminuzione dei quantitativi complessivi di rifiuti viene attribuita anche ad altri fattori, tra cui una possibile influenza della situazione economica, ma Amia individua nell’estensione del nuovo sistema di raccolta uno degli elementi principali del cambiamento.
L’obiettivo del 65% di raccolta differenziata
Il calo del secco residuo potrebbe incidere positivamente anche sulla percentuale complessiva di raccolta differenziata. Il direttore di Amia Ennio Cozzolotto ha sottolineato come il raggiungimento di nuovi risultati rappresenti un passaggio importante anche per evitare la sovratassa regionale prevista per i territori che non raggiungono determinati parametri.
L’obiettivo indicato dall’azienda è arrivare al 65% di raccolta differenziata nel più breve tempo possibile, proseguendo con l’estensione del nuovo sistema di gestione dei rifiuti sul territorio comunale.
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