Difesa civile non armata, raggiunte 50 mila firme per la proposta

La campagna promossa da CNESC, Rete Italiana Pace e Disarmo e Sbilanciamoci! punta a portare in Parlamento un disegno di legge di iniziativa popolare dedicato alla creazione di un Dipartimento della difesa civile non armata e non violenta

Difesa civile non violenta

La campagna “Un’altra difesa è possibile” ha raggiunto il traguardo delle 50 mila sottoscrizioni necessarie per presentare all’attenzione del Parlamento una proposta di legge di iniziativa popolare sulla difesa civile, non armata e non violenta.

L’iniziativa è stata promossa dalla Conferenza Nazionale Enti di Servizio Civile (CNESC), Rete Italiana Pace e Disarmo e Sbilanciamoci! con l’obiettivo di sostenere una proposta normativa dal titolo “Istituzione e modalità di finanziamento del Dipartimento della Difesa civile, non armata e non violenta”.

Il raggiungimento delle firme consente ora alla proposta di entrare nel percorso previsto per le iniziative legislative popolari, portando il tema al centro del confronto parlamentare.

Il progetto per un nuovo Dipartimento della difesa civile

La proposta di legge prevede l’istituzione, presso la presidenza del Consiglio dei ministri, di un Dipartimento della difesa civile, non armata e non violenta con compiti di coordinamento, indirizzo e attuazione delle politiche collegate a questo ambito.

Secondo il testo della proposta, il nuovo organismo dovrebbe integrare realtà e strumenti già esistenti, mettendo in relazione diverse competenze oggi distribuite tra più settori.

Tra gli elementi previsti figurano:

  • i Corpi civili di pace, destinati ad attività di prevenzione dei conflitti, mediazione e intervento nelle situazioni di crisi;
  • un possibile Istituto di ricerca sulla pace e sul disarmo;
  • forme di collaborazione con Protezione civile, Vigili del fuoco e Servizio civile universale.

La proposta individua inoltre un Fondo nazionale per la difesa civile, non armata e non violenta, che secondo il testo dovrebbe essere alimentato attraverso risorse statali e attraverso la possibilità per i contribuenti di destinare il 6 per mille della propria IRPEF a questa finalità, senza costi aggiuntivi.

Il sostegno dei Comuni veneti alla campagna

Diverse amministrazioni comunali del Veneto hanno aderito alla campagna e hanno espresso soddisfazione per il raggiungimento delle 50 mila firme.

I Comuni firmatari hanno dichiarato di voler proseguire l’attività di informazione sui territori, sostenendo il confronto pubblico sul ruolo delle politiche di prevenzione dei conflitti, della protezione della popolazione e della coesione sociale.

Tra le amministrazioni coinvolte figurano il Comune di Padova, il Comune di Verona, il Comune di Vicenza e numerosi altri enti locali delle province venete.

Gli amministratori coinvolti sottolineano nel documento diffuso che i Comuni svolgono quotidianamente funzioni legate alla sicurezza delle comunità attraverso servizi sociali, gestione delle emergenze, Protezione civile, attività educative e iniziative per rafforzare il rapporto tra cittadini e istituzioni.

Il dibattito sul significato della parola difesa

La raccolta firme ha riportato al centro del dibattito pubblico il tema del significato attribuito oggi al concetto di difesa.

I promotori della proposta sostengono che la sicurezza di una comunità possa essere affrontata anche attraverso strumenti basati sulla prevenzione, sulla gestione non violenta dei conflitti e sulla collaborazione tra istituzioni e cittadini.

All’interno del confronto rientrano quindi temi come il ruolo del volontariato, la preparazione alle emergenze, la promozione dei diritti umani e le attività di costruzione della pace.

La proposta di legge rappresenta una delle iniziative che mirano a introdurre nel sistema pubblico un modello organizzato di difesa civile parallelo agli strumenti tradizionali, affidando ora al Parlamento il compito di valutarne contenuti e percorso legislativo.

La raccolta firme prosegue

Nonostante il raggiungimento della soglia necessaria per la presentazione della proposta, i promotori hanno comunicato la volontà di continuare la raccolta delle adesioni per ampliare il sostegno all’iniziativa.

Le informazioni sulla campagna e sul testo della proposta di legge sono disponibili attraverso il sito ufficiale difesacivilenonviolenta.org.

La fase successiva sarà legata all’iter parlamentare e al confronto istituzionale sul contenuto della proposta.

Redazione

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