Una mattinata caratterizzata da diversi episodi di violenza e furti ha portato all’arresto di due ragazzi di 15 anni a Legnago. I carabinieri li hanno fermati al termine di una serie di fatti avvenuti nel centro della Bassa Veronese. I due giovani, italiani di origine marocchina e già conosciuti dalle forze dell’ordine, sono accusati di rapina in concorso e di altri reati.
Gli investigatori stanno inoltre verificando l’eventuale collegamento dei due minorenni con una banda attiva nella Bassa Veronese, ipotesi che dovrà essere approfondita attraverso gli ulteriori accertamenti.
Tra gli episodi contestati figura l’aggressione avvenuta all’interno di un’edicola-tabaccheria di via Frattini. Le immagini delle telecamere di videosorveglianza avrebbero documentato la colluttazione tra il titolare e i due giovani. Nel corso dello scontro, l’esercente sarebbe stato colpito alla testa con una bottiglia e ferito mentre tentava di impedire il furto del denaro contenuto nel registratore di cassa.
Dopo essere fuggiti dal negozio, i due avrebbero proseguito la loro mattinata commettendo un ulteriore furto. Successivamente, con parte del denaro sottratto, avrebbero tentato di acquistare sigarette in una tabaccheria.
Il commerciante, prima di concludere la vendita, avrebbe però chiesto loro i documenti per verificare l’età . L’operazione non è quindi andata a buon fine. Poco dopo, secondo la ricostruzione degli investigatori, i due avrebbero sottratto la borsa a un’anziana in corso della Vittoria.
L’arresto dei due minorenni
Gli accertamenti condotti dai carabinieri hanno portato all’individuazione e al successivo fermo dei due quindicenni. Per entrambi è stata disposta la custodia in un istituto penale minorile, mentre proseguono le attività investigative per chiarire tutti gli episodi e verificare eventuali ulteriori responsabilità .
La vicenda ha suscitato anche la reazione del sindaco di Legnago Paolo Longhi. Il primo cittadino ha espresso soddisfazione per l’attività svolta dalle forze dell’ordine e dalla magistratura, sottolineando la necessità di interventi di fronte alla reiterazione di episodi violenti.
Nel suo intervento, Longhi ha avanzato anche una proposta sul rapporto tra responsabilità dei minori e sostegno alle famiglie. Secondo il sindaco, chi riceve aiuti pubblici dovrebbe essere chiamato a collaborare con scuola, servizi sociali e istituzioni nel percorso educativo e rieducativo dei figli coinvolti in reati.
La proposta sui benefici pubblici
La posizione del sindaco ha aperto un confronto politico sul tema della devianza minorile. Longhi ha ipotizzato che, nei casi in cui i genitori non collaborino con i percorsi predisposti dalle istituzioni, possano essere messi in discussione alcuni benefici pubblici destinati alle famiglie.
L’obiettivo indicato dal primo cittadino sarebbe quello di rafforzare la responsabilizzazione dei genitori e l’azione preventiva.
La proposta, però, è stata contestata da Sinistra Italiana. Il segretario provinciale Luca Perini e l’esponente locale Roberto Boggiani hanno sollevato dubbi sulla possibilità per un’amministrazione comunale di intervenire direttamente sui requisiti per l’accesso alle prestazioni sociali.
Secondo i due esponenti politici, infatti, le condizioni per ottenere i sostegni pubblici sono stabilite dalla normativa nazionale e un sindaco non può decidere autonomamente la revoca di un beneficio spettante in base alla legge.
Il confronto sulla sicurezza e sulla prevenzione
Nel dibattito è stato richiamato anche il Decreto Caivano, che prevede la possibilità di revocare l’assegno di inclusione in determinate circostanze, tra cui l’inosservanza dell’obbligo scolastico o una condanna definitiva, ma non stabilisce una perdita automatica dei sussidi familiari per il solo fatto che un minorenne abbia commesso un reato.
Sinistra Italiana sostiene inoltre che il contrasto alla devianza giovanile a Legnago, così come in altri territori, debba essere affrontato attraverso una combinazione di sicurezza e prevenzione. Tra gli strumenti indicati figurano servizi sociali, educatori, scuola, percorsi di inclusione e maggiori opportunità per i giovani.
Il confronto politico resta quindi aperto su quali strumenti utilizzare per affrontare episodi come quelli verificatisi a Legnago. Da una parte viene sottolineata la necessità di responsabilizzare le famiglie dei minori coinvolti; dall’altra viene evidenziata l’esigenza di mantenere gli interventi sociali all’interno dei criteri stabiliti dalla legge e di investire maggiormente nella prevenzione.
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