Rete! rilancia il confronto e Tommasi guarda al futuro della coalizione

A Parco Ottocento il confronto della coalizione progressista di Verona tra amministrazione, società civile e mondo economico. Il sindaco: «Non c'è un nemico da abbattere, ma una proposta da portare».

Il percorso politico avviato a Verona nel 2022 prosegue attraverso il confronto e l’ascolto. È questo il messaggio emerso dall’iniziativa organizzata sabato mattina da Rete! a Parco Ottocento, appuntamento che ha riunito esponenti della coalizione progressista, rappresentanti del mondo associativo, sociale ed economico e amministratori.

L’incontro, moderato da Ernesto Kieffer, è stato costruito attorno a diversi tavoli di discussione dedicati alle trasformazioni della città e alle sfide che Verona dovrà affrontare nei prossimi anni. L’obiettivo dichiarato è quello di raccogliere idee ed esperienze per tradurle successivamente in proposte concrete, proseguendo il metodo di lavoro già sperimentato dalla coalizione.

Il primo confronto ha affrontato il tema dell’inclusione. Niki Leonetti e Maddalena Galvani hanno discusso della necessità di costruire una città più giusta e capace di valorizzare le differenze, superando modelli basati esclusivamente sull’assistenza. Al centro è stata posta l’idea di una comunità in cui le diversità possano convivere senza produrre separazioni o situazioni di marginalità.

Un secondo tavolo ha invece spostato l’attenzione sull’economia e sulla capacità di Verona di attrarre persone e imprese. Francesco Masini di Vecomp e la professoressa Francesca Simeoni dell’Università di Verona hanno approfondito il rapporto tra qualità dell’abitare e competitività del territorio.

Servizi efficienti, mobilità, offerta culturale e disponibilità di abitazioni accessibili sono stati indicati come elementi che incidono direttamente sull’attrattività di una città. Non si tratta, quindi, soltanto di questioni legate alla qualità della vita, ma anche di fattori in grado di influenzare le decisioni delle imprese e la possibilità di attirare lavoratori e nuove professionalità.

Il terzo panel ha messo a confronto due esperienze amministrative provenienti da città vicine a Verona. Mattia Palazzi, già sindaco di Mantova, e Giulia Robol, sindaca di Rovereto, hanno portato all’incontro le proprie esperienze, ragionando sul ruolo della politica locale e sulla necessità di mettere continuamente in discussione scelte e risultati.

A chiudere la mattinata è stato il sindaco di Verona Damiano Tommasi, che ha condiviso il palco con alcuni dei giovani organizzatori di Rete!. Una scelta che ha rappresentato anche simbolicamente il metodo politico rivendicato dal primo cittadino: meno protagonismi individuali e maggiore attenzione al lavoro collettivo.

Tommasi ha sottolineato l’importanza di ascoltare, formarsi, confrontarsi e verificare ciò che è stato realizzato, anziché concentrarsi esclusivamente sulle dinamiche legate alla scelta dei candidati o alla competizione tra partiti.

Secondo il sindaco, proprio la capacità della coalizione di rimanere unita rappresenta uno dei risultati raggiunti dal 2022 a oggi. Cinque anni fa, ha ricordato, in molti ritenevano difficile immaginare che le persone oggi impegnate in giunta, in Consiglio comunale o nella coalizione potessero lavorare insieme seguendo gli stessi obiettivi.

Per Tommasi, ora è arrivato il momento di fare un bilancio trasparente dei quattro anni di amministrazione, senza limitarsi a rivendicare quanto realizzato. Occorre, ha sostenuto, analizzare le decisioni prese, individuare ciò che ha funzionato e riconoscere anche gli aspetti che invece devono essere migliorati.

Il primo cittadino ha inoltre rivendicato i cambiamenti introdotti dall’amministrazione, sottolineando come alcuni interventi abbiano riguardato aspetti della città che in passato sembravano difficili da modificare. La partecipazione all’iniziativa di Rete!, secondo Tommasi, sarebbe un segnale della presenza di una comunità politica ancora interessata a partecipare alla vita della città e a costruire una proposta.

Proprio sul modo di fare politica si è concentrato uno dei passaggi centrali del suo intervento. Tommasi ha criticato una concezione del confronto politico basata principalmente sull’attacco all’avversario e sulla ricerca del bersaglio da colpire. «La politica oggi è tiro al bersaglio», ha osservato, contrapponendo a questo approccio una visione nella quale il punto di partenza dovrebbe essere spiegare chi si è, cosa si vuole realizzare e quale idea di città si intende proporre.

Da qui la frase destinata a sintetizzare l’intervento del sindaco: «Non c’è un nemico da abbattere, ma c’è una proposta da portare».

Sul piano amministrativo, tra gli obiettivi ancora da raggiungere Tommasi ha indicato l’approvazione del PAT, il Piano di Assetto del Territorio. Si tratta di un passaggio considerato particolarmente complesso, che richiede confronto e capacità di trovare una sintesi tra posizioni differenti.

Per il sindaco, arrivare all’approvazione del documento costituirebbe anche una prova della capacità della maggioranza di lavorare insieme, mettendo da parte i protagonismi individuali per raggiungere risultati condivisi.

L’iniziativa di Rete! si è quindi conclusa con un doppio sguardo: da una parte la verifica del lavoro compiuto dall’amministrazione dal 2022, dall’altra la costruzione delle proposte per la fase successiva. Al centro rimane il metodo dei tavoli di confronto, con l’obiettivo di coinvolgere realtà diverse della città e trasformare il dialogo in indicazioni politiche e amministrative.

Redazione

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