NUE 112, il Veneto prepara le nuove centrali per le emergenze

Ambulanza

Il Veneto procede verso una nuova organizzazione del sistema di gestione delle emergenze con l’obiettivo di rendere più rapido e integrato lo smistamento delle richieste di soccorso. Il progetto riguarda l’attuazione del Numero Unico Europeo per le Emergenze 112 e prevede l’introduzione della tecnologia Next-Generation 112, insieme alla realizzazione di nuove Centrali Uniche di Risposta (CUR).

L’obiettivo è arrivare a una struttura regionale capace di mettere in comunicazione in maniera più efficace i diversi servizi coinvolti nelle emergenze. Quando il sistema sarà a regime, il cittadino potrà utilizzare il numero 112 per chiedere assistenza senza dover scegliere preventivamente tra i diversi numeri delle forze dell’ordine, del soccorso sanitario o dei vigili del fuoco.

La chiamata sarà inizialmente gestita dalla Centrale Unica di Risposta, che avrà il compito di identificare la richiesta e indirizzarla al servizio competente, dalla sanità ai carabinieri, dalla polizia di Stato ai vigili del fuoco.

Nuova tecnologia per la gestione delle chiamate

Uno degli elementi centrali del progetto è il passaggio alle tecnologie Next-Generation 112, che consentiranno di superare progressivamente il modello basato sulle tradizionali linee telefoniche.

Il nuovo sistema è stato progettato per garantire una gestione più flessibile delle comunicazioni e un collegamento più efficiente tra le Centrali Uniche di Risposta e le centrali operative che intervengono successivamente. Una caratteristica considerata particolarmente importante anche in occasione di emergenze nelle quali si registra un numero elevato di chiamate simultanee.

Secondo quanto spiegato dalla Regione, il sistema di emergenza attualmente operativo garantisce già livelli elevati di efficienza. Tra gli strumenti disponibili figura anche la localizzazione autonoma del chiamante, mentre il tempo medio di arrivo dei mezzi di soccorso sanitario risulta inferiore ai 18 minuti, in linea con gli indicatori previsti dai Livelli Essenziali di Assistenza.

Il nuovo modello punta tuttavia a costruire una vera infrastruttura regionale, andando oltre la semplice introduzione di un numero telefonico unico.

Il progetto delle nuove Centrali uniche

Il percorso verso l’attivazione del nuovo sistema è già entrato nella fase operativa. Il 24 agosto si è conclusa la raccolta delle manifestazioni di interesse per individuare la componente tecnologica necessaria alla realizzazione del progetto. Il prossimo passaggio prevede la preparazione del capitolato e l’avvio della gara.

Parallelamente, Ulss 3 Serenissima sta lavorando alla documentazione necessaria per completare le dotazioni informatiche delle strutture.

Sono inoltre in corso le attività di progettazione delle due sedi destinate a ospitare le Centrali Uniche di Risposta del Veneto. Per la sede di Venezia è stato completato il progetto di massima ed è già stato affidato l’incarico per procedere con la progettazione esecutiva.

Un percorso analogo è stato avviato a Verona, dove è stata confermata la disponibilità dell’area individuata nell’Ex Scuola Americana per ospitare la nuova centrale.

Definito anche il modello organizzativo

Accanto agli interventi tecnologici, il progetto prevede una riorganizzazione delle modalità con cui le chiamate saranno gestite e distribuite tra i diversi servizi.

Il tavolo coordinato dalla Prefettura di Venezia ha coinvolto diversi soggetti istituzionali, tra cui questura, carabinieri, vigili del fuoco, capitaneria di porto e polizia locale. Il confronto ha portato alla definizione dei criteri per la ripartizione delle chiamate di emergenza.

Ulss 3 Serenissima ha inoltre istituito un’Unità di Progetto dedicata al percorso di attuazione del NUE 112. È in corso anche la modifica dell’atto aziendale necessaria per inserire la nuova UOC CUR NUE 112.

Il progetto guarda al 2028, anno previsto per l’entrata a regime delle Centrali Uniche di Risposta regionali. Fino a quel momento resterà operativo l’attuale sistema transitorio, denominato “112 NUE 2009 integrato”, nel quale la presa in carico iniziale delle chiamate continuerà a essere affidata all’Arma dei Carabinieri.

Stefani: «Investire sulla sicurezza»

Il presidente della Regione Veneto, Alberto Stefani, ha indicato nel 2028 il traguardo del percorso, sottolineando però che la trasformazione del sistema è già iniziata attraverso gli investimenti e le attività attualmente in corso.

Secondo Stefani, il nuovo modello dovrà consentire di utilizzare le innovazioni tecnologiche per rendere più efficace, coordinata e qualificata la risposta alle emergenze, attraverso una collaborazione strutturata tra istituzioni, forze dell’ordine, sistema sanitario e soccorso tecnico.

Anche l’assessore regionale delegato al progetto, Filippo Giacinti, ha evidenziato che la componente tecnologica rappresenta soltanto una parte dell’intervento. La realizzazione del NUE 112 richiede infatti anche una macchina organizzativa in grado di operare come un sistema unico, motivo per cui il passaggio al nuovo modello viene sviluppato progressivamente.

Redazione

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