Il panorama delle dipendenze sta cambiando: eroina, cocaina e crack continuano a essere tra le sostanze maggiormente presenti nei percorsi di cura, ma cresce soprattutto il consumo attraverso inalazione o combustione, in particolare tra le nuove generazioni. A evidenziarlo sono i dati dell’Unità operativa complessa Dipendenze dell’Ulss 9 di Verona, struttura che attualmente segue più di 2.000 pazienti.
Secondo quanto spiegato dalla dirigente del servizio, Giovanna Morelli, il fenomeno non riguarda un aumento delle persone che assumono droga tramite iniezione, nonostante la presenza di siringhe abbandonate in alcune aree urbane possa alimentare questa percezione. La modalità del cosiddetto “buco” resta infatti stabile, mentre sta emergendo con maggiore evidenza il ricorso ad altre forme di assunzione.
Tra i giovani, in particolare, si registra una maggiore propensione a sniffare, fumare o assumere oralmente le sostanze, anche per una convinzione errata secondo cui l’assenza della siringa significherebbe un rischio minore. La paura degli aghi e una sottovalutazione degli effetti delle droghe inalate contribuiscono a modificare i comportamenti di consumo.
L’Unità operativa che comprende il SerD cittadino di Verona, quello di Soave e i servizi dedicati all’alcol e ai disturbi comportamentali, segue una popolazione composta per circa il 30% da cittadini stranieri, sia comunitari sia extracomunitari. La maggior parte degli utenti resta comunque composta da persone adulte, mentre la fascia tra i 18 e i 24 anni rappresenta meno del 10% dei pazienti in carico.
Crack e sostanze inalate tra le principali criticità
I dati raccolti dal servizio indicano che eroina, cocaina e cannabis rimangono le sostanze più diffuse, con una situazione complessivamente stabile tra il 2024 e il 2025. Negli ultimi mesi, però, gli operatori hanno osservato un aumento delle richieste di aiuto e delle prese in carico.
Il cambiamento più rilevante riguarda la modalità di utilizzo. Il consumo di eroina e cocaina attraverso inalazione, insieme alla crescita del crack, rappresenta il principale elemento di attenzione per gli specialisti. L’aumento delle persone che consumano in condizioni di forte marginalità sociale, anche in luoghi pubblici, può contribuire alla percezione di una maggiore emergenza legata alle droghe.
Gli esperti sottolineano però che la diffusione dell’inalazione non deve essere interpretata come una forma meno pericolosa di dipendenza. Anche senza l’utilizzo della siringa, infatti, le sostanze possono provocare una dipendenza molto rapida e conseguenze importanti sul piano fisico e psicologico.
Per quanto riguarda il trattamento delle dipendenze da oppiacei, metadone e levometadone continuano a rappresentare le principali terapie di riferimento. Questi farmaci sostitutivi agiscono sugli stessi recettori cerebrali coinvolti dall’eroina e consentono di ridurre il rischio di overdose quando il percorso terapeutico viene seguito correttamente.
I casi più rischiosi si verificano soprattutto in situazioni particolari, come il ritorno all’uso di eroina dopo periodi di astinenza trascorsi in carcere o in comunità. In questi momenti la tolleranza alla sostanza diminuisce e una nuova assunzione può avere conseguenze molto gravi.
Aumentano i casi di doppia diagnosi e l’attenzione sulle nuove sostanze
Una delle sfide più complesse per i servizi riguarda la crescita dei pazienti con doppia diagnosi, cioè persone che presentano contemporaneamente una dipendenza e un disturbo psichiatrico. Dal 2024 questa condizione è passata dall’interessare circa l’8% degli utenti a circa l’11%.
Questi casi richiedono un intervento coordinato tra SerD e Centro di salute mentale, con percorsi integrati per affrontare sia l’aspetto della dipendenza sia quello psicologico o psichiatrico.
Un altro tema osservato dagli specialisti riguarda il possibile arrivo del Fentanyl, sostanza oppioide sintetica ad alta potenza. Sul territorio veronese non sono stati confermati casi positivi nei test specifici effettuati sui pazienti seguiti dal servizio, anche se il fenomeno resta monitorato per il potenziale rischio.
Parallelamente vengono segnalate nuove sostanze psicoattive, tra cui alcuni catinoni sintetici prodotti in laboratori clandestini. La loro composizione può cambiare rapidamente attraverso modifiche chimiche, rendendo difficile il riconoscimento attraverso i normali controlli tossicologici.
Gli operatori evidenziano inoltre una crescita, seppur ancora contenuta rispetto a eroina e cocaina, dell’utilizzo di ketamina. Il mercato delle sostanze sintetiche rappresenta una delle principali difficoltà future perché la continua comparsa di nuove molecole rende più complessa l’identificazione e il monitoraggio dei consumi.
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