Verona conferma il limite ai locali nel centro storico fino al 2028

Resta fissato a 268 il numero massimo di esercizi tra bar e ristoranti nell’area Unesco della città

tavolini esterni ristorante

La giunta comunale di Verona ha approvato l’aggiornamento della disciplina relativa alle attività di somministrazione di alimenti e bevande per il triennio 2026-2028, confermando il sistema di regolamentazione già adottato negli ultimi anni. Il provvedimento mantiene il limite massimo di 268 locali nel centro storico cittadino, area sottoposta a tutela Unesco.

Il documento approvato dalla giunta dovrà ora passare all’esame del consiglio comunale per l’approvazione definitiva, ma l’impianto generale della normativa resta invariato rispetto al precedente regolamento.

L’amministrazione comunale ha spiegato che la scelta nasce dalla necessità di trovare un equilibrio tra libertà d’impresa e tutela del territorio storico. L’obiettivo è contenere la pressione antropica nelle aree più frequentate del centro, preservare il patrimonio artistico e garantire una migliore qualità della vita per residenti e visitatori.

L’assessora alle Attività produttive e al Commercio Alessia Rotta ha sottolineato come il sistema si sia dimostrato utile per governare lo sviluppo commerciale dell’area centrale. Secondo l’assessora, la presenza di bar e ristoranti contribuisce alla socialità urbana, ma deve essere compatibile con le esigenze dei residenti e con la sostenibilità complessiva del centro storico.

Il Comune ha deciso inoltre di non estendere al momento il contingentamento ad altri quartieri cittadini come San Zeno e Veronetta, nonostante la crescente attrattività commerciale e turistica di queste zone. Una scelta motivata anche dalla volontà di evitare possibili squilibri economici e incrementi eccessivi del valore delle licenze commerciali, fenomeno già osservato nel centro storico.

La questione, tuttavia, resterà oggetto di ulteriori approfondimenti e studi da parte dell’amministrazione nei prossimi anni.

Un altro tema affrontato nel nuovo regolamento riguarda le attività dedicate al cibo d’asporto, aumentate progressivamente anche nelle vie centrali della città. Su questo fronte il Comune ha annunciato l’intenzione di valutare nuove forme di regolamentazione locale, in parallelo al confronto già aperto a livello regionale.

Le eventuali nuove autorizzazioni nel centro storico saranno assegnate tramite bandi pubblici basati su criteri qualitativi, che terranno conto della sostenibilità ambientale, della qualità del servizio, delle caratteristiche dei locali e dell’impegno sociale delle attività commerciali.

Tra i parametri previsti figurano anche iniziative contro l’abuso di alcol e la presenza di slot machine, elementi considerati rilevanti nella valutazione complessiva delle candidature.

Per quanto riguarda gli spostamenti delle attività commerciali, il regolamento conferma che il trasferimento dal centro storico verso le aree libere della città sarà sempre consentito. Gli spostamenti all’interno della stessa zona programmata dovranno invece rispettare i limiti previsti dai contingenti.

Più restrittivi i trasferimenti dalla zona libera verso il centro storico, che saranno autorizzati soltanto nel caso in cui non venga superato il limite massimo di 268 esercizi.

La disciplina comunale si inserisce nel quadro previsto dalla direttiva europea Bolkestein, che consente agli enti locali di introdurre limitazioni all’insediamento di attività commerciali in specifiche aree per motivi di interesse generale legati alla tutela urbana e ambientale.

Redazione

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