Turismo a Verona, agosto caldo ma alberghi oltre l’80%

Il caldo ha ridotto i visitatori giornalieri, ma la ricettività tiene: Verona supera l’82% di occupazione, mentre Garda e provincia registrano risultati positivi e settembre parte con buone prospettive.

Il turismo veronese archivia un agosto 2026 caratterizzato da una contrazione dei flussi giornalieri, ma da una sostanziale tenuta del comparto alberghiero. Le temperature particolarmente elevate hanno inciso soprattutto sulle presenze in città, mentre gli indicatori relativi alle strutture ricettive mostrano un quadro più positivo.

Secondo i dati elaborati da Confcommercio Verona, VeronaUp, HBenchmark, Mastercard e Destination Verona & Garda Foundation, il mese di agosto ha evidenziato una situazione differenziata tra il numero dei visitatori e l’occupazione degli alberghi. Nel centro cittadino sono stati stimati circa 839mila visitatori, contro 1,076 milioni registrati nell’agosto 2025 e 916.500 nel luglio 2026.

Il confronto annuale evidenzia quindi una diminuzione del 22%, collegata soprattutto alla riduzione dei flussi internazionali. I visitatori stranieri sono passati dai circa 652mila dell’agosto 2025 ai 468mila di quest’anno, mentre quelli italiani sono diminuiti in misura più contenuta, da circa 424mila a 372mila.

Francia primo mercato estero

La composizione dei flussi internazionali presenta differenze significative tra i vari Paesi. La Francia si conferma il principale mercato estero, con 93.100 visitatori, praticamente in linea con i 92.600 dell’agosto 2025.

Più marcata è invece la flessione della Germania, passata da 113.200 a 56.900 presenze, con una riduzione del 49,7%. Anche i Paesi Bassi registrano una contrazione, da 71.100 a 45.300 visitatori, mentre la Polonia scende da 55.700 a 40.100.

Più stabile la presenza di spagnoli e statunitensi. La Spagna registra 30.900 visitatori rispetto ai 31.100 dello scorso anno, mentre gli Stati Uniti passano da circa 28mila a 27.500.

Tra gli altri mercati, l’Austria scende a 26.200 presenze, il Regno Unito registra una forte contrazione arrivando a 19.900 visitatori, mentre la Romania rappresenta una delle poche realtà in crescita, con 18.200 presenze e un incremento del 13,7%.

La capacità di spesa rimane stabile

La diminuzione dei visitatori non sembra essersi tradotta in un peggioramento della capacità di spesa. Le fasce considerate ad alta e medio-alta capacità economica rappresentano complessivamente il 43% dei flussi, una quota sostanzialmente identica a quella dell’agosto 2025.

Anche la durata delle visite non presenta variazioni particolarmente rilevanti. Il 68,5% dei visitatori del 2026 si ferma per una sola giornata, mentre il 25% trascorre in città tra due e quattro giorni. La quota relativa ai soggiorni più lunghi risulta quindi leggermente superiore rispetto all’anno precedente.

Per Confcommercio Verona, il dato evidenzia come il fattore climatico abbia inciso soprattutto sulla quantità dei visitatori, senza modificare in maniera significativa la qualità economica della domanda turistica.

Alberghi sopra l’80%

Il dato più positivo arriva dal settore ricettivo. A Verona l’occupazione alberghiera media di agosto raggiunge l’82,1%, in crescita rispetto all’80,2% dello stesso mese dell’anno precedente.

La situazione cambia solo marginalmente considerando le diverse aree del capoluogo: il centro storico arriva all’81,4%, mentre il resto della città raggiunge l’83,1%.

Un risultato che conferma il peso degli eventi nell’attrattività della destinazione. La stagione areniana, insieme agli appuntamenti fieristici e culturali, continua infatti a sostenere la domanda anche al di fuori dei periodi di maggiore afflusso.

Cresce la provincia di Verona

Particolarmente significativo è il risultato registrato nella provincia veronese, escludendo il Lago di Garda. L’occupazione alberghiera passa dal 72,1% del 2025 al 77,9% del 2026, con una crescita di 5,8 punti percentuali.

Anche la permanenza media aumenta, passando da 3,1 a 3,4 notti. In città, invece, il valore rimane stabile a 2,6 notti.

La componente italiana rappresenta il 40,4% degli ospiti in provincia, mentre quella tedesca raggiunge il 10,6%. Nel capoluogo, invece, gli italiani sono il 23,4%, seguiti dai tedeschi con il 16,2% e dai britannici, saliti al 9%.

Buone prospettive per settembre e ottobre

Le prenotazioni già acquisite indicano una prosecuzione positiva della stagione. Per settembre e ottobre l’occupazione acquisita raggiunge il 55,5% sull’intera area veronese e il 59,8% nel solo Comune di Verona.

Anche la provincia parte meglio rispetto allo scorso anno, con il 41,9% di occupazione già acquisita contro il 37,3% registrato alla stessa fase del 2025.

Un ruolo importante viene giocato da Marmomac: nella settimana della manifestazione, in programma dal 19 al 26 settembre, l’occupazione già acquisita arriva al 70%.

Il Lago di Garda supera l’84%

Il quadro resta positivo anche sul Garda Veneto. Ad agosto l’occupazione media alberghiera raggiunge l’84,8%, con l’86,3% nel Basso Lago e l’81,1% nell’Alto Lago.

Particolarmente lunga risulta la permanenza dei turisti: mediamente sei notti nel Basso Lago e 6,1 nell’Alto Garda. Il mercato tedesco continua a essere predominante, rappresentando il 55,8% degli ospiti nell’Alto Lago e il 33,7% nel Basso Lago.

Il mercato britannico è invece particolarmente rilevante nel Basso Lago, dove arriva al 19,4%.

Crescono i consumi turistici

I dati Mastercard relativi al primo semestre del 2026 confermano inoltre una crescita della spesa. Sul Garda Veneto le transazioni aumentano del 12% rispetto allo stesso periodo del 2025, mentre nel centro storico di Verona la crescita è del 6%.

Nel capoluogo, i visitatori internazionali generano il 64% del transato complessivo. La spesa britannica cresce del 16%, quella tedesca del 10% e quella statunitense del 9%.

Sul Garda, invece, la componente internazionale rappresenta il 74% del transato, con incrementi particolarmente significativi della spesa proveniente da Austria, Paesi Bassi e Germania.

Anche i diversi settori commerciali beneficiano della presenza turistica: a Verona aumentano i consumi nella ristorazione, nell’abbigliamento e nelle strutture ricettive, mentre sul Garda crescono soprattutto ristorazione, alimentari e comparto alberghiero.

Il Garda guarda all’autunno

Le prenotazioni per settembre e ottobre confermano una buona partenza anche sul lago. Al 2 settembre l’occupazione già acquisita arriva al 61,6%, contro il 60,5% dello stesso momento del 2025.

L’Alto Lago raggiunge il 61,8%, mentre il Basso Lago si attesta al 61,5%. Anche gli eventi contribuiscono a sostenere la domanda: la Festa dell’Uva presenta già un’occupazione acquisita del 57,6%.

Il bilancio dell’estate, dunque, appare complessivamente positivo. Il caldo ha frenato i flussi giornalieri verso Verona, ma non ha compromesso la tenuta degli alberghi né la capacità di spesa dei visitatori. Provincia e Lago di Garda mostrano inoltre segnali incoraggianti in vista dell’autunno, con settembre e ottobre sostenuti da eventi e manifestazioni capaci di prolungare la stagione turistica.

Redazione

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