Salute nel movimento, Verona amplia il progetto per gli over 65

Quasi 70 sedi e circa 1.500 partecipanti nell’ultima edizione per l’iniziativa del Comune realizzata con l’Università di Verona: attività fisica, prevenzione e socialità al centro del nuovo biennio

anziano ginnastica

Il Comune di Verona rinnova “La Salute nel Movimento”, il progetto dedicato agli over 65 che da oltre trent’anni promuove l’attività fisica come strumento di prevenzione, autonomia e benessere sociale. L’iniziativa, nata nel 1989, si prepara a una nuova stagione con un’offerta ampliata e una presenza sempre più diffusa nei quartieri cittadini.

Per il biennio 2026-2027 il programma potrà contare su quasi 70 sedi operative distribuite sul territorio comunale, grazie anche alla disponibilità delle palestre comunali messe a disposizione gratuitamente. L’obiettivo è rendere l’attività motoria facilmente accessibile agli anziani, portando le opportunità di movimento vicino ai luoghi di vita quotidiana.

Il successo del progetto è confermato dai numeri dell’ultima edizione, che ha registrato circa 1.500 partecipanti, dimostrando come la proposta sia ormai diventata un punto di riferimento per molte persone della terza età. Le attività non sono pensate soltanto per migliorare la condizione fisica, ma anche per favorire incontri, relazioni e partecipazione alla vita della comunità.

Il progetto punta infatti a contrastare uno dei problemi più frequenti tra gli anziani: la solitudine. Attraverso gli appuntamenti di gruppo, i partecipanti possono creare nuove amicizie e costruire una rete sociale capace di sostenere il benessere psicologico oltre a quello corporeo.

L’assessora alla salute Elisa La Paglia ha sottolineato il percorso di crescita dell’iniziativa, evidenziando come negli anni siano aumentati sia il numero delle persone coinvolte sia la varietà delle attività proposte. La collaborazione con le società sportive e con le Circoscrizioni ha permesso di rafforzare la presenza del progetto nei diversi quartieri della città.

Anche l’assessore al decentramento Federico Benini ha posto l’attenzione sul valore delle relazioni che nascono durante gli incontri. Secondo l’amministrazione comunale, il progetto rappresenta un esempio di come l’attività fisica possa diventare un elemento di coesione sociale, creando occasioni di incontro soprattutto per le fasce più anziane della popolazione.

Un ruolo centrale è svolto dal coordinamento scientifico affidato al corso di laurea in Scienze Motorie dell’Università di Verona, che contribuisce alla definizione delle attività sulla base delle esigenze specifiche degli over 65. Il modello prevede esercizi mirati, professionalità qualificate e un approccio orientato alla promozione della salute.

Le lezioni si svolgeranno da ottobre a maggio e saranno condotte da insegnanti specializzati appartenenti ad associazioni sportive individuate attraverso un bando pubblico. Grazie all’organizzazione e all’utilizzo degli spazi comunali, il costo rimane contenuto: la quota annuale è fissata a 125 euro, con l’obiettivo di mantenere il progetto accessibile a un numero sempre maggiore di cittadini.

Tra le novità della nuova edizione c’è anche la possibilità di svolgere alcune attività in luoghi particolari della città, come il Museo di storia naturale. Una scelta che punta a trasformare anche gli spazi culturali in occasioni di incontro e partecipazione.

“La Salute nel Movimento” viene quindi confermato come un progetto che va oltre la semplice ginnastica, integrando prevenzione, socializzazione e promozione di uno stile di vita attivo. L’amministrazione comunale sottolinea come il movimento sia uno strumento importante per ridurre la sedentarietà e contribuire alla prevenzione delle malattie croniche legate all’avanzare dell’età.

La consigliera comunale Annamaria Molino, delegata ai progetti della Rete Città Sane dell’Oms, ha evidenziato la necessità di costruire una città capace di promuovere salute e autonomia prima dell’insorgere delle patologie. L’obiettivo è creare condizioni concrete affinché gli anziani possano praticare attività fisica in modo semplice, vicino casa e con costi sostenibili.

Il valore scientifico dell’iniziativa è stato ricordato anche da Federico Schena dell’Università di Verona, ideatore del progetto. Avviato nel 1989, il modello aveva anticipato l’attenzione oggi riconosciuta a livello internazionale al ruolo dell’esercizio fisico nella tutela della salute.

Secondo l’università, il percorso sviluppato a Verona dimostra come il benessere non dipenda soltanto dall’assistenza sanitaria, ma anche dalla qualità delle relazioni, dalla prevenzione e dalla possibilità di mantenere un ruolo attivo nella comunità.

Redazione

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