La provincia di Verona è il territorio veneto con il maggior numero di denunce di infortunio sul lavoro nei primi sette mesi del 2026, ma registra una riduzione delle vittime rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. È quanto emerge dall’analisi dell’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro e Ambiente Vega Engineering di Mestre, aggiornata al 31 luglio 2026.
Il quadro regionale resta comunque caratterizzato da una situazione di forte attenzione: in Veneto sono state conteggiate 66 vittime complessive tra gennaio e luglio 2026, considerando sia gli incidenti avvenuti durante l’attività lavorativa sia quelli nel percorso casa-lavoro. Il dato rappresenta un aumento del 4,8% rispetto ai 63 decessi registrati nello stesso periodo del 2025.
La regione si colloca al secondo posto in Italia per numero assoluto di morti sul lavoro e presenta un indice di incidenza pari a 20 decessi ogni milione di lavoratori occupati, un valore superiore alla media nazionale, ferma a 17,8. Questo parametro consente di valutare il livello di rischio rapportandolo alla popolazione lavorativa.
Secondo Mauro Rossato, presidente dell’Osservatorio Vega Engineering, i dati evidenziano una condizione ancora critica per la sicurezza nei luoghi di lavoro. L’aumento delle vittime e delle denunce rispetto al 2025 confermerebbe la necessità di interventi mirati per ridurre i fattori di rischio, con particolare attenzione ai territori maggiormente esposti.
Verona conta 10 decessi complessivi, in diminuzione del 38% rispetto ai 16 casi dell’anno precedente. Considerando esclusivamente gli incidenti avvenuti durante lo svolgimento dell’attività lavorativa, i casi sono sette contro i nove del 2025, con una riduzione del 22%. L’indice provinciale di mortalità si attesta invece a 16,6 casi ogni milione di occupati.
Nonostante il calo delle vittime, la provincia scaligera mantiene il primato regionale per numero di denunce di infortunio. Nei primi sette mesi dell’anno sono state presentate 8.672 segnalazioni, davanti a Padova con 8.470 casi e Vicenza con 8.206.
Seguono Treviso con 7.608 denunce, Venezia con 7.492, Belluno con 1.747 e Rovigo con 1.263. Il volume complessivo delle denunce in Veneto raggiunge quota 43.458, con una crescita del 2,4% rispetto alle 42.431 registrate nel 2025.
A livello settoriale, il comparto manifatturiero continua a essere quello maggiormente coinvolto, con 7.691 denunce per incidenti avvenuti durante il lavoro. Al secondo posto si trovano le costruzioni con 2.687 casi, seguite da commercio con 2.341, trasporto e magazzinaggio con 2.047 e sanità con 1.975.
Il confronto tra le province venete mostra però differenze significative quando il dato viene rapportato al numero degli occupati. Verona, infatti, pur avendo il maggior numero di denunce, presenta un’incidenza tra le più basse della regione. Il valore più elevato appartiene a Padova con 22,9 morti ogni milione di occupati, seguita da Belluno e Treviso con 22,7. Più indietro Vicenza e Rovigo con 20,8, mentre Verona si colloca davanti solo a Venezia.
L’analisi dell’Osservatorio evidenzia anche il peso degli incidenti che coinvolgono lavoratori stranieri. In Veneto, sul totale delle 66 vittime complessive, 24 riguardano cittadini stranieri, pari a oltre il 35% dei decessi registrati. Le vittime italiane sono state invece 30, mentre 14 hanno riguardato lavoratori stranieri negli incidenti avvenuti direttamente durante l’attività lavorativa.
Per quanto riguarda il genere, i dati relativi agli incidenti mortali sul lavoro mostrano una prevalenza maschile: dei 44 decessi avvenuti durante l’attività lavorativa, 40 hanno coinvolto uomini. Le vittime femminili sono state quattro, il doppio rispetto alle due registrate nel 2025.
Anche la distribuzione per età evidenzia una maggiore incidenza nelle fasce adulte. La classe tra 45 e 54 anni raccoglie il numero più alto di vittime con 15 casi, seguita dai lavoratori tra 55 e 64 anni con 11 decessi. Sette morti riguardano persone con almeno 65 anni, mentre altri sette casi interessano la fascia tra 35 e 44 anni.
I dati confermano quindi un andamento contrastante per il Veneto: da una parte aumentano denunce e mortalità complessiva regionale, dall’altra alcune province, tra cui Verona, registrano una diminuzione degli incidenti mortali pur mantenendo un elevato numero di infortuni segnalati.
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