Il drappo dei Vigili del Fuoco, simbolo tradizionale delle festività veronesi, sarà esposto quest’anno dalla Torre dei Lamberti, ma con qualche aggiornamento previsto per il prossimo anno. Dopo le preoccupazioni sollevate dalla Soprintendenza, che inizialmente aveva espresso dubbi sull’aspetto grafico del drappo, è arrivato il via libera per l’edizione 2025, pur con l’indicazione di rivedere la veste grafica e il formato. L’iniziativa, che prevede il calo del drappo da oltre 80 metri di altezza, si terrà come da tradizione l’8 dicembre, giorno dell’Immacolata.
La mediazione con la Soprintendenza e i cambiamenti futuri
La Soprintendenza non ha impedito la manifestazione, ma ha sottolineato la necessità di un adeguamento grafico del drappo, visto il suo posizionamento su un monumento di grande pregio come la Torre dei Lamberti. Il Soprintendente Andrea Rosignoli ha chiarito che l’obiettivo è valorizzare il significato simbolico dell’iniziativa, ma anche “affinare” la proposta per rispettare il contesto monumentale e la visibilità del sito. Questo processo di aggiornamento era stato suggerito già lo scorso anno e coinvolge una collaborazione tra la Soprintendenza, il Comune e i Vigili del Fuoco, con l’intento di garantire una migliore integrazione del messaggio nel patrimonio storico e architettonico della città.
Il drappo e la tradizione veronese
Il drappo, che ha una lunghezza di 10 metri e una larghezza di 4 metri, è un appuntamento simbolico per la città e per i suoi abitanti, strettamente legato alla tradizione dei Vigili del Fuoco, un Corpo che ha radici profonde nella comunità veronese. Ogni anno, i vigili si calano dalla Torre dei Lamberti per fissare il drappo natalizio, portando con sé un messaggio di buone feste e solidarietà. Nonostante i cambiamenti richiesti, l’amministrazione comunale e il Corpo dei Vigili del Fuoco sono determinati a mantenere viva questa tradizione.
Le reazioni della città e il supporto istituzionale
La notizia del possibile stop, inizialmente diffusa, aveva suscitato molte reazioni tra i cittadini veronesi, affezionati al drappo come simbolo di vicinanza e sicurezza. Il deputato veronese Marco Padovani ha espresso la sua perplessità, sottolineando l’importanza dell’iniziativa che rappresenta un legame forte tra la città e i suoi vigili.
Un precedente simile e la delicatezza del patrimonio monumentale
Non è la prima volta che la Soprintendenza interviene sulla gestione dei monumenti cittadini. Un episodio simile si era verificato nel 2022, quando l’Associazione Nazionale Alpini non poté proiettare il Tricolore sull’Arena, per motivi legati alla tutela dei monumenti. Nonostante queste restrizioni, la Soprintendenza ha sempre mostrato apertura a soluzioni che concilino il rispetto per il patrimonio con la valorizzazione delle tradizioni locali, come testimoniato anche dai recenti allestimenti natalizi, come il Calendario dell’Avvento in piazza dei Signori.
Seguici su
Aggiungi veronatomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.