A Verona torna Grenze 2025: fotografia e fragilità protagoniste tra Veronetta e Bastione delle Maddalene

Dal 19 settembre al 21 ottobre l’ottava edizione del festival internazionale Grenze–Arsenali Fotografici esplora la vulnerabilità umana attraverso mostre, eventi e collaborazioni internazionali

Grenze Festival fotografico

“Anfällig”, ovvero vulnerabile, fragile, instabile: è questo il concept dell’edizione 2025 di Grenze – Arsenali Fotografici, il festival internazionale di fotografia che dal 19 settembre al 21 ottobre animerà Veronetta e il Bastione delle Maddalene, portando in città un’intensa riflessione visiva sulla condizione umana e sulla delicatezza del nostro tempo.

Ideato da Francesca Marra e Simone Azzoni, e realizzato con il supporto del Comune di Verona, il festival si consolida come un punto di riferimento per la fotografia contemporanea, capace di dialogare con spazi urbani, monumenti storici e comunità locali.

Un progetto che ogni anno cresce per qualità e visione, con scelte curatoriali di grande impatto e un radicamento autentico nel territorio”, ha dichiarato l’assessora alla Cultura Marta Ugolini.

“Vida Detenida”: Almodóvar in mostra per la prima volta in Italia

Tra i progetti di punta di Grenze 2025, spicca “Vida Detenida” di Pedro Almodóvar, in esclusiva italiana presso lo spazio de Il Meccanico, in via San Vitale 2b. La mostra, curata da Simone Azzoni, presenta nature morte fotografiche dell’universo quotidiano del regista spagnolo, oggetti sospesi tra malinconia e poesia domestica, fuori dalla scintillante estetica pop dei suoi film.

Le opere, concesse da Opera Gallery di Madrid, saranno accompagnate dal catalogo edito da LazyDog Press.

Bastione delle Maddalene: il cuore espositivo principale

Nel suggestivo spazio del Bastione delle Maddalene (vicolo Madonnina 12), troveranno posto quattro progetti selezionati dalla call internazionale:

  • “Icebergs” di Nuno Alexandre Serrão, curato da Simone Azzoni, un’indagine introspettiva sulla solitudine e l’interiorità.

  • “EIDOLONS” di Frédérique Dimarco, curato da Francesca Marra, un viaggio fotografico tra apparenza e scomparsa, vulnerabilità e percezione visiva.

  • “Hiding and Seeking” di Tianyu Wang e “Coming Back” di Florine Thiebaud, entrambi curati da Erik Kessels, artista e collezionista olandese che affianca la direzione artistica del festival.

Kessels, noto per la sua capacità di reinterpretare vecchi archivi fotografici, offrirà uno sguardo unico sull’arte visiva come strumento narrativo e affettivo, fuori dai canoni tradizionali.

Collaborazioni internazionali e nuovi sguardi

Grenze conferma il suo respiro internazionale attraverso partnership con festival esteri e premi di fotografia contemporanea. Tra i progetti in mostra:

  • “In Passing” di Katarina Marković, frutto della collaborazione con Belgrade Photo Month e Sarajevo Photography Festival;

  • “Tumbarino” di Emanuela Cherchi, selezionato dal Premio MUSA.

In parallelo, nello spazio de Il Meccanico sarà visitabile “Via Lactea” di Alfio Tommasini, un reportage visivo sulle trasformazioni dell’agricoltura alpina e dell’industria casearia, raccontate attraverso immagini intime e paesaggi invernali.

Sezione OFF: la fotografia invade Veronetta

Torna anche la Sezione OFF, a cura di Lisangela Perigozzo, che porta la fotografia nei bar, negozi e locali di Veronetta, estendendo il festival alla vita quotidiana del quartiere. I progetti in mostra includono:

  • Suspensia di Francesco Anderloni

  • Common Future for a Divided Youth di Toby Binder

  • Yet Still, Rebirth di Federica Carducci

  • Codificaciones di Francisco Macfarlane

  • Impermanenze di Marco Sempreboni

  • Disperso e Presente di Romina Zanon

Grenze e Tocatì insieme per “URBAN – fotografia manifesta”

Novità dell’edizione 2025 è la collaborazione con il festival Tocatì e l’Associazione Giochi Antichi, con il progetto “URBAN – fotografia manifesta / poster photography”. Le strade di Veronetta si animeranno con manifesti fotografici, tra cui uno scatto simbolico di Dario Mitidieri: Children playing in Gorazde, Bosnia 1995, che mostra due bambini che, nonostante la guerra, continuano a giocare.

Un gesto artistico che porta la fotografia fuori dai luoghi espositivi, rendendola parte viva dello spazio urbano e della memoria collettiva.

Un’esperienza tra arte e riflessione

Grenze 2025 si presenta come un festival immersivo e diffuso, che affronta il tema della fragilità con profondità e coraggio, coinvolgendo artisti affermati ed emergenti, curatori internazionali, e una rete di collaborazioni culturali che danno forma a un racconto corale.

La fotografia, in questa edizione, diventa strumento per guardarsi dentro e attorno, per affrontare le sfide contemporanee attraverso l’occhio dell’arte e della sensibilità condivisa.

Redazione

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