Lupi e sicurezza, in Veneto via libera ai proiettili di gomma fino al 2025

Approvata la richiesta della Regione: dissuasione consentita in caso di esemplari troppo confidenti verso l’uomo. Interventi affidati alla polizia provinciale

lupo in Lessinia

Il Veneto potrà utilizzare proiettili di gomma per scoraggiare i lupi che si avvicinano troppo ai centri abitati o mostrano comportamenti anomali.
È quanto stabilito dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) e dall’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA), che hanno autorizzato l’estensione dell’intervento su scala regionale fino a dicembre 2025. Una decisione che arriva in risposta a un aumento della presenza del lupo sul territorio veneto e alle crescenti segnalazioni di incursioni in aree agricole e persino urbane.

L’approvazione del protocollo sperimentale

L’autorizzazione riguarda l’utilizzo di proiettili di gomma a scopo dissuasivo, da impiegare solo in situazioni di criticità, come previsto dal protocollo ISPRA. Il piano di intervento prevede che a utilizzare i proiettili – con calibro massimo 12 – siano esclusivamente agenti delle polizie provinciali, adeguatamente formati.

Dati e aree più esposte

Secondo gli ultimi rilievi regionali, il lupo è oggi presente sul 37% del territorio veneto, con almeno 18 branchi attivi e 3 coppie in fase di conferma. Tra le zone più sensibili ci sono la Lessinia, l’Altopiano di Asiago, l’Alpago e alcune aree del Polesine, dove si sono registrati attacchi ripetuti al bestiame e segnalazioni nei pressi delle abitazioni.

Negli anni scorsi, l’uso dei proiettili di gomma era già stato sperimentato in provincia di Belluno (2023) e Treviso (2024), sempre in modo circoscritto e sotto il coordinamento degli enti territoriali. Ora la Regione ha ottenuto l’estensione dell’autorizzazione a tutta l’area veneta, con la necessità di rendicontare i risultati al termine del periodo di applicazione.

Convivenza e prevenzione

Oltre agli interventi diretti, la Regione richiama cittadini e allevatori a osservare comportamenti corretti per evitare l’abituazione dei lupi all’uomo. Tra le raccomandazioni principali: non lasciare cibo o rifiuti organici accessibili, non alimentare gli animali selvatici e custodire con attenzione gli animali domestici, che possono essere percepiti come prede.

L’assessore Corazzari ha ribadito che il lupo resta una specie protetta ai sensi della Direttiva Habitat, nonostante sia in corso una procedura di declassamento. La finalità dell’autorizzazione, dunque, non è quella di eliminare il predatore, ma di regolare la convivenza laddove la presenza risulti incompatibile con la sicurezza pubblica o le attività antropiche.

Redazione

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