Sequestrate 90 pecore nel veronese

Una maxi-operazione ha portato al sequestro di 90 pecore del Camerun in un casolare nel Veronese, dove erano tenute in condizioni di maltrattamento, al buio e tra gli escrementi.

Pecore

Un’operazione di vasta scala, coordinata dal maresciallo Architravo, ha salvato 90 pecore del Camerun detenute in condizioni terribili all’interno di un casolare nel Veronese. Le pecore vivevano al buio, ammassate e tra gli escrementi, con le finestre e le porte chiuse. I cadaveri degli animali venivano bruciati nel cortile per evitare le spese di smaltimento corretto. Il proprietario dell’immobile, noto alle autorità locali per le condizioni in cui viveva insieme agli animali, è stato trasportato in pronto soccorso per accertamenti.

L’operazione, condotta dai Carabinieri con il supporto del Nucleo forestale di Costermano sul Garda, dei vigili del fuoco, dei veterinari e degli ispettori dell’azienda Ulss 9, è stata possibile grazie anche alla collaborazione della polizia locale e del personale socio-sanitario. Ora le pecore sono sotto la custodia del comune e la tutela di LAV, la Lega Anti Vivisezione, che si sta occupando del loro recupero.

Lorenza Zanaboni, responsabile della sede territoriale LAV di Verona, ha dichiarato: “Tutte le pecore sono in stallo in un luogo sicuro, dove stanno ricevendo cibo e acqua fresca e stanno assaporando le loro prime ore di libertà, una situazione a cui non sono abituate e che le sta stressando molto.” Zanaboni ha sottolineato l’importanza di procedere per piccoli passi, permettendo agli animali di ritrovare il loro equilibrio prima di sottoporli a eventuali cure veterinarie. L’obiettivo finale è trovare loro una sistemazione definitiva che garantisca una vita libera e dignitosa.

Negli ultimi 20 anni, sono stati effettuati oltre 25 tentativi di accesso all’abitazione dove gli animali venivano detenuti, ma senza successo. La situazione rappresentava non solo un caso di maltrattamento, ma anche un focolaio di zoonosi a causa della totale mancanza di igiene e della presenza di numerosi cadaveri di animali. Gli animali morti venivano spesso bruciati per evitare i costi di smaltimento. Solo un’indagine autoptica sul corpo di una delle pecore decedute ha permesso di avviare l’operazione di sequestro.

A Verona, da quasi due anni, è attivo uno sportello contro i maltrattamenti sugli animali gestito da LAV, seguito da altri a Trento, Lucca, Bari e Bologna. Nel 2023, lo sportello di Verona ha raccolto 283 segnalazioni, eseguito 150 sopralluoghi e presentato 27 denunce alle forze dell’ordine, salvando 183 animali.

Zanaboni ha concluso: “Siamo stati chiamati dal pm Gennaro Ottaviano per prenderci cura di questi animali e garantire loro un futuro di libertà e dignità. Questo è l’ennesimo riconoscimento di oltre 40 anni di lavoro dalla parte degli animali, di cui andiamo fieri.”

Redazione

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