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Recuperati 16 dipinti rubati: un anno di indagini porta al ritrovamento delle opere d’arte

Questo recupero non solo restituisce delle opere d'arte di inestimabile valore alle loro giuste destinazioni, ma rappresenta anche un importante successo per la lotta contro il traffico illecito di beni culturali in Italia.

Le gesta degli investigatori hanno portato alla luce una storia che sembrava essere svanita nel passato. Vent’anni fa, nel periodo compreso tra la fine degli anni novanta e l’inizio degli anni duemila, furono rubate opere d’arte di inestimabile valore in diverse regioni italiane, tra cui la Toscana, il Piemonte, il Veneto, le Marche e la Lombardia. Questi dipinti, appartenenti sia a chiese che a privati, sparirono nel nulla, lasciando dietro di sé una lunga scia di mistero e incertezza.

L’indagine che ha portato al recupero di queste opere è stata coordinata dalla procura di Perugia ed è durata oltre un anno. Il team di investigatori responsabile di questo successo è stato il nucleo carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale (TPC) di Firenze, i cui sforzi mirati hanno finalmente restituito alla luce le preziose tele.

L’investigazione ha avuto inizio con un minuzioso monitoraggio dei siti web specializzati nel commercio d’arte e di immagini riferite a palazzi ed edifici storici, utilizzate per altri scopi. In modo sorprendente, è stato proprio un’immagine visualizzata sulla pagina web di una struttura ricettiva appartenente a un noto imprenditore a mettere in moto gli eventi che avrebbero portato al ritrovamento dei dipinti. Gli investigatori hanno riconosciuto due delle tele asportate dalla Chiesa di Santa Maria a Vigesimo di Barberino del Mugello, in provincia di Firenze, appese alle pareti di un salone all’interno della struttura.

La successiva fase investigativa ha portato alla scoperta delle restanti 12 opere durante una perquisizione delegata dall’autorità giudiziaria nel Comune di Umbertide, in provincia di Perugia. Grazie alla consultazione in tempo reale della “Banca Dati dei beni culturali illecitamente sottratti,” gestita dal Comando carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, è stato confermato che questi beni erano stati effettivamente rubati.

Un aspetto interessante dell’indagine è emerso quando si è scoperto che l’imprenditore, proprietario delle opere, non era coinvolto nel furto. Al contrario, era stato vittima di un noto ricettatore, purtroppo deceduto nel frattempo, che aveva convinto l’imprenditore che le opere d’arte erano di provenienza legittima e che non sarebbero mai state messe in commercio. In buona fede, l’imprenditore le aveva acquistate, credendo di avere fatto un investimento in opere d’arte legalmente acquisite.

Tuttavia, data la natura giuridica dei beni ecclesiastici e di quelli appartenenti agli enti pubblici, che sono inalienabili ai sensi dell’art. 54 del Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio, le opere sono state restituite alle chiese e al Comune dove erano collocate. Inoltre, anche i beni appartenenti a privati sono stati restituiti ai legittimi proprietari o eredi.

Il maggiore dei carabinieri, Claudio Mauti, ha spiegato che il valore delle opere è difficilmente quantificabile, ma si parla di centinaia di migliaia di euro. Questo recupero non solo restituisce delle opere d’arte di inestimabile valore alle loro giuste destinazioni, ma rappresenta anche un importante successo per la lotta contro il traffico illecito di beni culturali in Italia.

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