A Verona prende forma un nuovo modello di collaborazione dedicato al benessere dei lavoratori e alla competitività delle imprese. È stato infatti sottoscritto il Patto per il Welfare Manifatturiero Veronese, un protocollo di rete nato con l’obiettivo di costruire un sistema stabile e partecipativo capace di mettere in relazione aziende, lavoratori, istituzioni, università, enti di formazione, sindacati e realtà del Terzo settore.
L’accordo è stato firmato nella Sala degli Arazzi di Palazzo Barbieri, sede del Comune di Verona, nell’ambito del progetto “W.I.P. – Welfare in Progress: modelli per le PMI Scaligere”.
L’iniziativa punta a trasformare il welfare aziendale da insieme di servizi occasionali a strumento strategico per migliorare qualità del lavoro, attrattività delle imprese e sviluppo del territorio.
Un progetto per rafforzare il welfare nelle PMI veronesi
La presentazione del progetto è stata introdotta dall’assessore al Lavoro del Comune di Verona Michele Bertucco, con il coinvolgimento del Servizio Politiche del Lavoro, che ha seguito operativamente il percorso.
Durante l’incontro sono intervenuti anche i rappresentanti della Direzione Lavoro della Regione Veneto, tra cui il dottor Beniamino Caputo, considerando che il progetto è stato finanziato dall’ente regionale.
Alla firma del Patto hanno partecipato i rappresentanti dei soggetti coinvolti, tra cui il presidente Claudio Cioetto e il direttore Lorenzo Bossi di Confimi Apindustria Verona, la presidente di Confimi Industria Veneto Maria Paola Carlesi, amministratori locali, rappresentanti dell’Università degli Studi di Verona e numerosi esponenti del mondo produttivo e sociale.
Dal welfare aziendale al welfare territoriale
Uno degli elementi centrali del nuovo protocollo riguarda il superamento del tradizionale concetto di welfare aziendale.
L’obiettivo è infatti creare un sistema più ampio, nel quale i servizi non siano limitati a singoli benefit, ma diventino parte di una strategia condivisa tra imprese e territorio.
Il Patto vuole costruire un modello di welfare generativo, capace di produrre benefici per lavoratori, aziende e comunità locali.
Secondo quanto evidenziato dall’assessore Bertucco, la firma rappresenta sia il risultato della prima fase del progetto, dedicata alla creazione della rete territoriale, sia l’avvio di una collaborazione destinata a proseguire nel tempo.
Tra le principali sfide affrontate dal progetto ci sono:
- la difficoltà delle imprese nel trovare e trattenere personale qualificato;
- l’invecchiamento della popolazione;
- l’aumento dei bisogni di assistenza familiare;
- la conciliazione tra vita privata e lavoro;
- la crescente attenzione al benessere psicologico e organizzativo.
Servizi condivisi e sostegno a lavoratori e famiglie
La rete del Welfare Manifatturiero Veronese punta a sviluppare una serie di strumenti concreti per imprese e dipendenti.
Tra gli obiettivi figurano:
- diffusione della cultura del welfare;
- creazione di piani aziendali e interaziendali;
- sviluppo di servizi condivisi e convenzioni locali;
- supporto a genitori e caregiver;
- promozione della salute psicofisica;
- inclusione socio-professionale;
- valorizzazione dei servizi territoriali.
Il modello punta soprattutto a rendere il welfare accessibile anche alle piccole e medie imprese, spesso prive delle risorse necessarie per sviluppare autonomamente sistemi complessi di supporto ai lavoratori.
La collaborazione tra imprese come leva strategica
Il presidente di Confimi Apindustria Verona, Claudio Cioetto, ha sottolineato il valore della collaborazione tra realtà diverse.
“Nessuna azienda, soprattutto se di dimensioni contenute, può affrontare da sola tutte le trasformazioni sociali e organizzative in corso” ha spiegato, evidenziando come la rete territoriale rappresenti una scelta strategica per il futuro.
Anche il direttore Lorenzo Bossi ha ribadito il carattere operativo del progetto.
Secondo Bossi, il Protocollo non deve essere considerato un semplice documento programmatico, ma uno strumento per costruire servizi, competenze e soluzioni condivise con risultati verificabili.
Il piano 2026-2028 per sviluppare la rete
Il programma di sviluppo della rete avrà una durata triennale, dal 2026 al 2028, con l’obiettivo di ampliare progressivamente il numero di imprese e organizzazioni coinvolte.
Tra le azioni previste ci sono:
- la creazione di un catalogo digitale dei servizi territoriali;
- nuove convenzioni dedicate alle PMI;
- sviluppo di ulteriori progettualità;
- sistemi permanenti di monitoraggio e valutazione.
Il progetto nasce nell’ambito di “W.I.P. – Welfare in Progress: modelli per le PMI Scaligere”, realizzato attraverso il Programma Regionale Veneto FSE+ 2021-2027 e il bando regionale “WELL-FARE – Il welfare che connette. Reti territoriali per il welfare aziendale”.
Una rete composta da imprese, enti e istituzioni
Alla costruzione del Patto hanno aderito otto aziende della provincia di Verona: Aircomp, Asso, Calzaturificio Jumbo, Dellas, Ebs, Emsibeth, Rittal Rcs Cooling Solutions e Savim Europe.
Fanno parte della rete anche i Comuni di Verona, Valeggio sul Mincio e Grezzana, l’Università degli Studi di Verona, Lavoro & Società Impresa Sociale, T2i-Trasferimento Tecnologico e Innovazione, 541 Consulting, Centro Servizi Cisl, Enaip Veneto Impresa Sociale, Fondazione Enac Veneto C.F.P. Canossiano, Energie Sociali Cooperativa Sociale, Sol.Co Verona, Confimi Veneto, Confimi Apindustria Verona e Apiservizi.
Con il nuovo Patto, Verona avvia un percorso dedicato al welfare territoriale che mette insieme mondo produttivo, istituzioni e comunità per affrontare le trasformazioni sociali e organizzative del lavoro.
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