Il Comune di Verona ha approvato il bilancio di previsione 2026-2028, confermando una gestione improntata alla tenuta dei servizi essenziali e all’incremento degli investimenti in ambiti strategici come sociale, ambiente, cultura e mobilità sostenibile, pur dovendo fare i conti con tagli statali per 8,8 milioni di euro e la scomparsa del Fondo nazionale per l’affitto, che da solo valeva 1,8 milioni.
La spesa corrente prevista per il 2026 ammonta a 371,5 milioni di euro, con entrate stimate in 380,9 milioni. Il Comune mantiene tariffe e aliquote invariate, confermando la linea di sostegno alla cittadinanza anche in un contesto finanziario complesso. Crescono i fondi destinati al settore sociale, che raggiunge quota 72,8 milioni (+1,1 rispetto al 2025), e quelli per l’ambiente, con 63,7 milioni stanziati, a testimonianza di una priorità politica per il benessere collettivo e la sostenibilità urbana.
Aumentano anche le risorse per manutenzioni e gestione del verde urbano, con 140mila euro in più per i contratti del verde e 350mila euro per l’apertura e chiusura dei parchi. La viabilità cittadina potrà contare su un incremento di 450mila euro, mentre resta stabile il gettito fiscale locale, con Imu a 87,2 milioni, addizionale Irpef a 40 milioni e Tari a 58,4 milioni, tra le più basse in Veneto.
Gli investimenti in conto capitale per il 2026 raggiungono 80,6 milioni, con un piano opere che punta su riqualificazione urbana, cultura, sicurezza e mobilità sostenibile. Tra gli interventi più rilevanti figurano:
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Il cavalcaferrovia di Strada dell’Alpo (4 milioni, finanziamento statale);
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Il restauro della Torre del Mastio di Castelvecchio (2,4 milioni);
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La realizzazione del Bosco Urbano del Chievo (2,12 milioni da Regione e Comune);
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La nuova passerella ciclabile sul Camuzzoni e il percorso tra Piazza Bra, stazione e stadio;
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1,8 milioni per Porta Vescovo, nell’ambito del progetto filobus;
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1 milione per il restauro dell’Arca di Mastino alle Arche Scaligere, parte del piano di tutela del patrimonio scaligero.
Il sindaco Damiano Tommasi ha posto l’attenzione su alcune criticità ancora aperte, in particolare l’accoglienza dei minori non accompagnati e il sostegno abitativo, chiedendo al Governo di ripristinare almeno in parte le risorse tagliate. Tommasi ha inoltre evidenziato che il 2026 sarà un anno di grandi impegni per la città, con l’arrivo delle cerimonie olimpiche e l’assemblea nazionale di Anci, eventi che comporteranno costi straordinari da gestire.
Sul fronte delle attività produttive, l’assessora Alessia Rotta ha annunciato più fondi per eventi diffusi, tra cui Verona in Love, Natale ed Epifania, puntando su una collaborazione tra pubblico e privato. L’assessora alla cultura Marta Ugolini, invece, ha rilanciato il progetto di valorizzazione della Casa di Giulietta, con l’obiettivo di superare l’approccio commerciale e puntare su teatro e narrazione del mito shakespeariano, restituendo qualità e dignità al sito.
Infine, l’assessore al bilancio Michele Bertucco ha evidenziato il rafforzamento dei servizi di prossimità e delle misure contro il disagio abitativo, segno della volontà di non sacrificare il welfare locale nonostante le difficoltà di bilancio.
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