Settembre nero per l’agricoltura veronese: risaie e frutteti devastati

Grandine e nubifragi colpiscono le campagne: perdite pesanti per riso, soia, mele e kiwi. Gli agricoltori chiedono aiuti

Un settembre segnato dal maltempo sta mettendo in ginocchio l’agricoltura veronese, già provata da violenti fenomeni atmosferici a inizio mese. Dopo la tempesta che aveva distrutto filari di mele e vigneti tra Isola della Scala e San Bonifacio, nelle ultime ore la provincia è stata nuovamente flagellata da bombe d’acqua e grandine di dimensioni eccezionali, con chicchi grandi come albicocche.

La violenza delle precipitazioni ha provocato danni a macchia di leopardo, ma a farne le spese maggiori sono state le risaie di Vigasio, Trevenzuolo e Nogarole Rocca, proprio nel pieno della raccolta. Anche la soia, a ridosso della trebbiatura, rischia perdite consistenti, aggravate dall’impossibilità di entrare nei campi saturi d’acqua con i mezzi agricoli.

“Il riso era atteso a un’ottima annata, ma le segnalazioni di perdite stanno già arrivando dalle aziende”, spiega Alberto De Togni, presidente di Confagricoltura Verona. Le conseguenze riguardano anche la frutta stagionale: mele e kiwi risultano particolarmente esposti, così come l’uva ancora da raccogliere.

La situazione è grave anche per i frutticoltori. “Questo 2025 ci ha sfiancati”, denuncia Francesca Aldegheri, presidente della sezione frutticola di Confagricoltura Verona. Nei suoi campi di Belfiore ha trovato strati di grandine accumulati sulle reti protettive: “Molti ridono per non piangere. La raccolta delle mele era già avanzata e in parte protetta dagli impianti antigrandine, ma per i kiwi l’umidità e le piogge porteranno muffe e marciumi”.

Gli effetti del maltempo non riguardano solo le colture già pronte per la raccolta: le bombe d’acqua ostacolano anche i lavori di preparazione dei terreni per le semine autunnali di cereali come frumento e orzo, previste tra ottobre e novembre. Con le previsioni che annunciano ancora temporali sulla provincia, l’allarme del settore agricolo continua a crescere.

Il ripetersi di eventi estremi conferma la fragilità di un comparto che deve ormai fare i conti con un clima sempre più instabile e con la necessità di strumenti rapidi di sostegno economico per evitare che le perdite compromettano l’intera annata.

Redazione

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