Meningite da zecche: sintomi, rischi e prevenzione (disponibile anche il vaccino)

In Veneto già 37 casi nell’estate 2025, allerta a Negrar: attenzione ai morsi nei boschi e in campagna

Cresce in Veneto la preoccupazione per l’aumento dei casi di meningoencefalite da zecche (TBE – Tick Borne Encephalitis), una malattia infettiva virale trasmessa dal morso di zecche infette, presente soprattutto nei contesti collinari e montani. Nell’estate 2025, i casi confermati sono già 37, contro i 4 registrati per la West Nile, virus che quest’anno sembra avere un’incidenza inferiore. A Negrar, nel Veronese, le autorità sanitarie hanno lanciato un’allerta mirata, invitando la popolazione a non sottovalutare i rischi.

Cos’è la meningoencefalite da zecche

La TBE è una forma di meningite virale che colpisce il sistema nervoso centrale. Dopo un periodo di incubazione che può durare fino a 28 giorni, si manifesta inizialmente con febbre, dolori muscolari, affaticamento, mal di testa e nausea. In alcuni casi il virus si diffonde al cervello e può provocare encefalite, meningite o meningoencefalite, con sintomi neurologici gravi come disturbi dell’equilibrio, paralisi parziali e alterazioni cognitive.

Non esiste una cura specifica contro la TBE, ma solo trattamenti di supporto. In una minoranza di casi, possono verificarsi conseguenze neurologiche permanenti.

Chi è a rischio

La trasmissione avviene principalmente attraverso il morso della zecca del bosco (Ixodes ricinus). Le aree più esposte sono zone boschive, prati incolti, sentieri di montagna e campagne, specialmente tra fine primavera e inizio autunno. A rischio sono in particolare escursionisti, agricoltori, cacciatori, ciclisti e bambini che giocano all’aperto in zone verdi.

Come proteggersi

La prevenzione è il primo strumento contro la meningoencefalite da zecche. Le autorità sanitarie e i medici del territorio raccomandano alcune semplici regole:

  • Evitare di camminare a gambe scoperte nei boschi o in mezzo all’erba alta

  • Indossare abiti chiari, lunghi e chiusi alle caviglie e ai polsi

  • Usare repellenti specifici per zecche sulla pelle e sugli indumenti

  • Controllare attentamente il corpo al rientro da aree a rischio, soprattutto cuoio capelluto, dietro le orecchie, ascelle e inguine

  • Rimuovere le zecche immediatamente e correttamente, usando pinzette sottili e disinfettando l’area

  • Vaccinarsi, se si vive o si frequenta regolarmente aree endemiche

Il vaccino è disponibile e raccomandato soprattutto per chi vive o soggiorna frequentemente in zone montane o boschive. Il ciclo completo prevede tre dosi e offre una protezione efficace e duratura.

Cosa fare in caso di morso

Nel caso si venga morsi da una zecca, è consigliabile:

  1. Rimuoverla delicatamente il prima possibile.

  2. Disinfettare la zona.

  3. Annotare la data e monitorare la comparsa di sintomi.

  4. In caso di febbre, mal di testa o dolori muscolari nei giorni successivi, consultare il medico indicando il possibile contatto con una zecca.

La diffusione della TBE in Veneto è un fenomeno in crescita, favorito dal cambiamento climatico e dall’espansione dell’habitat delle zecche. La sorveglianza è attiva e il sistema sanitario invita alla massima attenzione, ma senza allarmismi: con comportamenti corretti e una buona prevenzione, il rischio può essere notevolmente ridotto.

Redazione

Seguici su

Aggiungi veronatomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.

★ Aggiungici
Subscribe
Notificami
0 Commenti
più nuovi
più vecchi più votati

Articoli correlati

Il Veneto procede verso una nuova organizzazione del sistema di gestione delle emergenze con l’obiettivo...

Al congresso nazionale dell’Accademia di Geriatria si è parlato del ruolo dell’alimentazione nella prevenzione e...
Per te
Il 18 settembre al Cinema San Massimo un evento dedicato ad Alzheimer, cura e comunità...

Altre notizie