Legnago, intervento mini-invasivo al calcagno: paziente dimessa dopo 48 ore

Al Mater Salutis eseguita una tecnica innovativa per il trattamento di una complessa frattura del calcagno. L'ospedale è tra i primi in Italia ad adottare questa metodica.

Un intervento chirurgico innovativo ha segnato un importante traguardo per l’Unità operativa di Ortopedia e Traumatologia dell’ospedale Mater Salutis di Legnago, dove una paziente di 63 anni, colpita da una grave frattura pluriframmentaria del calcagno, è stata sottoposta con successo a una procedura mini-invasiva che le ha consentito di tornare a casa dopo appena 48 ore.

Il risultato rappresenta un significativo passo avanti nel trattamento di una delle lesioni ortopediche più difficili da affrontare. Secondo quanto comunicato dall’Ulss 9 Scaligera, il Mater Salutis figura tra le prime strutture sanitarie italiane ad adottare questa tecnica, studiata per ridurre l’impatto della chirurgia tradizionale e favorire un recupero più rapido, limitando al tempo stesso il rischio di complicanze post-operatorie.

L’intervento è stato completato in poco più di un’ora grazie all’impiego di tecnologie avanzate e a una stretta collaborazione tra i reparti di Ortopedia e Radiologia. Un ruolo fondamentale è stato svolto dalla radioscopia rotazionale tridimensionale, sistema di imaging che permette ai chirurghi di controllare con elevata precisione il corretto allineamento delle strutture ossee durante ogni fase della procedura.

La tecnica utilizzata prevede inoltre l’impiego di uno speciale dispositivo di distrazione esterna, capace di riallineare i frammenti ossei attraverso una trazione controllata. Una volta ripristinata la corretta posizione del calcagno, la frattura viene stabilizzata mediante viti introdotte attraverso piccole incisioni cutanee, completamente alloggiate all’interno dell’osso, riducendo così l’invasività dell’intervento.

A eseguire l’operazione è stato il dottor Stefano Negri, che ha perfezionato questa metodica grazie a una collaborazione internazionale con il chirurgo austriaco Christian Rodemund, considerato tra i principali specialisti europei nella chirurgia mini-invasiva del calcagno.

Il decorso post-operatorio è stato particolarmente rapido. La paziente è stata dimessa dopo sole 48 ore, senza la necessità di utilizzare apparecchi di immobilizzazione, potendo così iniziare un percorso riabilitativo caratterizzato da una minore invasività e da tempi di recupero potenzialmente più contenuti rispetto alle procedure tradizionali.

Per il direttore generale dell’Ulss 9 Scaligera, Pietro Girardi, questo risultato conferma la capacità dell’azienda sanitaria di coniugare competenze professionali e innovazione tecnologica, trasformando le nuove metodologie chirurgiche in benefici concreti per i pazienti.

Sulla stessa linea anche il direttore dell’Ortopedia e Traumatologia del Mater Salutis, Michele Trevisan, che ha evidenziato come gli investimenti in tecnologie avanzate e nella formazione del personale stiano contribuendo a rendere il reparto sempre più qualificato, consolidandone il ruolo come punto di riferimento per la chirurgia ortopedica specialistica.

L’intervento eseguito a Legnago rappresenta un ulteriore esempio dell’evoluzione della chirurgia ortopedica verso procedure sempre meno invasive, capaci di garantire precisione, sicurezza e un recupero più veloce, con ricadute positive sulla qualità dell’assistenza e sul percorso di cura dei pazienti.

Redazione

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