Movida sotto controllo: nuove regole e verifiche sui plateatici

Il Comune intensifica i controlli nei locali del centro storico per garantire equilibrio tra vivibilità e socialità

bar amaro verona plateatici

La gestione della movida nel centro storico torna al centro dell’attenzione con un rafforzamento delle misure di controllo e un nuovo regolamento in arrivo. Negli ultimi giorni, verifiche mirate condotte anche da agenti in borghese hanno portato a tre diffide e all’avvio di due procedimenti amministrativi nei confronti di alcuni locali, segnando un cambio di passo nella strategia dell’amministrazione.

L’attività di monitoraggio si è intensificata già prima dell’avvio di Vinitaly, uno degli eventi più rilevanti per la città, quando l’afflusso di visitatori aumenta sensibilmente. Le operazioni hanno riguardato in particolare il cosiddetto “quadrilatero del rumore”, area compresa tra Corso Porta Borsari e via Pellicciai, da tempo al centro delle segnalazioni dei residenti.

Il tema principale resta quello dell’equilibrio tra due esigenze contrapposte: da un lato, mantenere viva l’attrattività del centro storico, dall’altro garantire condizioni di vita sostenibili per chi vi abita. L’assessora al Commercio Alessia Rotta ha ribadito come l’obiettivo sia quello di evitare che la vivacità notturna si trasformi in disagio continuo per i residenti, soprattutto nelle ore notturne più critiche, tra mezzanotte e l’alba.

Negli ultimi mesi, la situazione ha evidenziato problematiche diffuse anche oltre il centro storico, coinvolgendo zone come Veronetta e Borgo Trento. Dall’inizio dell’anno sono stati avviati circa dieci procedimenti, a dimostrazione di un fenomeno non isolato ma strutturale. Tra le criticità segnalate figurano schiamazzi, musica ad alto volume, assembramenti e attività rumorose legate alla gestione dei locali, come lo spostamento di arredi o lo smaltimento del vetro durante la notte.

Un episodio emblematico è stato quello di via Pellicciai, recentemente trasformata in Area Pedonale Urbana (Apu), dove immagini diffuse online hanno mostrato centinaia di persone radunate in tarda notte, rendendo difficoltoso persino il passaggio. Situazioni di questo tipo, oltre al disturbo acustico, sollevano anche questioni legate alla sicurezza pubblica.

Le verifiche partono generalmente da segnalazioni formali dei cittadini e coinvolgono diversi settori dell’amministrazione, tra cui la polizia locale, il commercio e l’ambiente. Le misurazioni dell’inquinamento acustico vengono effettuate anche grazie alla collaborazione con Arpav, fornendo dati tecnici a supporto delle eventuali sanzioni. Dopo una prima fase di accertamento, possono essere emesse diffide, cui segue la possibilità per i gestori di presentare una memoria difensiva entro dieci giorni.

Sul piano normativo, il Comune si prepara a introdurre un aggiornamento significativo attraverso il nuovo regolamento sui plateatici, destinato a sostituire disposizioni risalenti a oltre quindici anni fa. L’obiettivo è rendere più efficaci gli strumenti di intervento e adeguarli alle attuali dinamiche urbane, caratterizzate da una crescente pressione turistica e da nuove modalità di fruizione degli spazi pubblici.

Accanto alle nuove norme, restano in vigore strumenti già esistenti, come il regolamento sul rumore e il protocollo sui cosiddetti “bar fracassoni”, introdotto nel 2016. L’efficacia di queste misure è stata recentemente confermata anche da una sentenza del Tar, che ha ritenuto legittimi i provvedimenti adottati nei confronti di un locale di Veronetta, respingendo il ricorso del gestore.

Parallelamente, si rafforza anche il fronte della sicurezza. Le situazioni di sovraffollamento e degrado urbano sono state portate all’attenzione di questura e prefettura, evidenziando come il fenomeno della movida possa avere ripercussioni che vanno oltre il semplice disturbo della quiete pubblica.

Il confronto con gli esercenti rappresenta un altro tassello fondamentale della strategia, con incontri promossi dall’amministrazione per favorire un dialogo costruttivo e individuare soluzioni condivise. L’obiettivo dichiarato resta quello di costruire un modello di centro storico capace di coniugare socialità, economia e qualità della vita.

Redazione

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