Nel corso del 2025 il Pronto soccorso e Trauma center dell’ospedale di Borgo Trento ha registrato oltre 55mila accessi, confermandosi un punto di riferimento essenziale per la gestione dell’emergenza-urgenza nel territorio veronese. La struttura, che rappresenta la principale porta d’ingresso ospedaliera per la popolazione locale e per i flussi legati ai grandi eventi cittadini, ha affrontato un anno caratterizzato da numeri elevati e da una crescente complessità dei casi trattati.
Un elemento particolarmente rilevante riguarda la composizione dell’utenza: più di un quarto degli accessi ha coinvolto pazienti anziani, evidenziando un trend demografico ormai consolidato. In totale si sono contati oltre 15mila ingressi di persone in età avanzata, tra cui 8.800 individui tra i 75 e gli 84 anni, circa 6mila ultraottantacinquenni e persino 51 centenari. Questo dato riflette una trasformazione significativa della domanda sanitaria, che richiede approcci diagnostici e assistenziali sempre più mirati.
Dal punto di vista clinico-organizzativo, i dati mostrano una distribuzione dei codici di accesso eterogenea: circa il 50% dei casi è stato classificato come codice bianco, mentre il 29% rientrava tra i codici arancioni. Le situazioni di media gravità (codici gialli e verdi) hanno rappresentato ciascuna il 10%, mentre i casi più critici, identificati come codici rossi, si sono attestati attorno al 3%. Complessivamente, il 16% degli accessi ha richiesto un ricovero ospedaliero, a conferma della rilevanza clinica di una parte significativa dei pazienti trattati.
Il ruolo strategico del Pronto soccorso di Borgo Trento è emerso con particolare evidenza anche nel contesto dei grandi eventi internazionali. L’inizio del 2026 ha visto infatti la struttura impegnata come ospedale di riferimento durante le cerimonie delle Olimpiadi e Paralimpiadi invernali di Milano Cortina. In queste occasioni è stato attivato un potenziamento straordinario del personale, con l’inserimento aggiuntivo di medici, infermieri e operatori socio-sanitari, al fine di garantire la massima efficienza nella gestione di eventuali emergenze.
Parallelamente, è stato ulteriormente rafforzato il protocollo per la gestione delle maxi-emergenze, già testato nel corso dell’anno precedente in alcune situazioni critiche. La presenza di grandi flussi turistici e la vocazione della città a ospitare eventi di rilievo rendono indispensabile un sistema sanitario capace di rispondere rapidamente e in modo coordinato a scenari complessi.
Un altro aspetto centrale riguarda la formazione del personale sanitario. L’aggiornamento continuo rappresenta un pilastro fondamentale per mantenere elevati standard operativi, soprattutto in un Trauma center di secondo livello. Per il 2026 sono già stati programmati nuovi percorsi formativi dedicati, con l’obiettivo di migliorare ulteriormente la capacità di risposta sia nelle emergenze straordinarie sia nella gestione quotidiana dei pazienti.
Proprio la quotidianità rappresenta una delle sfide più impegnative. Accanto agli eventi eccezionali, infatti, il sistema sanitario deve confrontarsi con emergenze meno visibili ma altrettanto complesse, legate alla fragilità clinica degli anziani. In questi casi, la presenza di patologie multiple e la manifestazione spesso atipica dei sintomi richiedono tempi più lunghi di osservazione e percorsi diagnostici articolati, incidendo sulla permanenza media in Pronto soccorso.
Per rispondere a queste esigenze, l’ospedale sta lavorando al rafforzamento delle collaborazioni con i servizi territoriali e con le unità di geriatria. L’obiettivo è sviluppare percorsi assistenziali dedicati, in grado di garantire una presa in carico precoce e coordinata dei pazienti più fragili, migliorando al contempo l’efficienza complessiva del sistema.
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