Natale da record a Verona: 160mila auto in un solo giorno in centro

Boom di presenze durante il ponte dell’Immacolata. L’assessore Ferrari: «Servono infrastrutture e mobilità sostenibile per gestire l'afflusso»

Un flusso straordinario di veicoli ha invaso Verona nella sola giornata di domenica 8 dicembre, durante il lungo ponte dell’Immacolata. I varchi elettronici all’ingresso della città hanno registrato 160mila passaggi di automobili, un dato che testimonia un’affluenza da record e che impone riflessioni importanti sulla gestione della mobilità urbana.

Il numero, sebbene possa includere anche più passaggi della stessa auto o veicoli di residenti, equivale quasi alla metà della popolazione cittadina, stimata in circa 255mila abitanti. Considerando la presenza di più passeggeri per veicolo, è come se in un solo giorno mezza Italia si fosse riversata nelle vie del centro veronese, attratta dai mercatini di Natale, dai negozi, dai presepi e dagli eventi collegati alle festività.

Le criticità del traffico e i disagi registrati nel fine settimana lungo non sono passati inosservati. Il Comune ha comunque evidenziato come nella giornata dell’Immacolata – sabato 7 dicembre – la situazione fosse leggermente migliorata, grazie a un’organizzazione più efficiente e a un afflusso più distribuito.

A sottolineare la portata della questione è stato Tommaso Ferrari, assessore alla mobilità, ambiente e infrastrutture, che ha definito il weekend “una vera prova di stress per il sistema cittadino”. «Verona è sempre più attrattiva – ha dichiarato – e questo comporta anche la necessità di ripensare profondamente la gestione del traffico urbano».

Il Comune aveva attivato, anche per il ponte, i parcheggi scambiatori e un servizio navetta. Tuttavia, secondo Ferrari, manca ancora una comunicazione efficace verso i visitatori, che spesso ignorano la disponibilità di questi servizi alternativi. «Dobbiamo abituare chi arriva in città a lasciare l’auto fuori e raggiungere il centro con mezzi più sostenibili», ha spiegato.

L’assenza di infrastrutture adeguate si fa sentire con sempre maggiore urgenza. Per questo, il piano della giunta Tommasi punta su soluzioni strategiche a lungo termine: in primo piano ci sono i parcheggi scambiatori legati al sistema filoviario – quelli di Ca’ di Cozzi e Verona Est-San Michele – i cui cantieri partiranno nei primi mesi del 2026. Secondo Ferrari, questi interventi saranno decisivi per decongestionare la città durante i grandi eventi.

Il cortile di Giulietta, con l’ingresso contingentato da via Cappello, ha mostrato i limiti anche della mobilità pedonale, generando affollamenti significativi. Il tema del sovraffollamento turistico è trasversale: Verona non è l’unica città italiana ad affrontare queste problematiche, ma il mix tra dimensioni medio-piccole e alta attrattività turistica amplifica gli effetti.

Nel calendario veronese, intanto, si avvicinano nuove sfide: le cerimonie olimpiche e paralimpiche in Arena, previste per il 22 febbraio e il 6 marzo, rappresenteranno un nuovo banco di prova. «Dobbiamo farci trovare pronti – ha ribadito l’assessore –. Investire in una mobilità moderna, sostenibile ed efficiente non è più rinviabile».

Ferrari ha inoltre ringraziato il personale della Polizia Locale, che ha svolto un ruolo fondamentale nel limitare i disagi durante i giorni di maggiore afflusso. Ma l’attenzione resta alta: Verona deve affrontare con urgenza le trasformazioni strutturali necessarie a gestire numeri sempre più vicini a quelli delle grandi metropoli.

Redazione

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