Scuole venete chiuse il 3 ottobre per lo sciopero nazionale sulla Flotilla

La Rete degli Studenti Medi aderisce alla protesta contro il blocco israeliano della Global Sumud Flotilla

Oggi, venerdì 3 ottobre, anche le scuole del Veneto sospenderanno le attività didattiche a causa dello sciopero generale nazionale indetto dai sindacati in seguito al blocco della Global Sumud Flotilla da parte delle forze israeliane. La mobilitazione ha raccolto l’adesione della Rete degli Studenti Medi del Veneto, che ha invitato gli istituti scolastici a unirsi all’iniziativa.

La decisione arriva dopo quanto accaduto nelle ultime ore in acque internazionali, dove gli attivisti impegnati in una missione umanitaria sono stati arrestati. “Hanno bloccato la Flotilla, ora noi blocchiamo tutto”, ha dichiarato la coordinatrice regionale Viola Carollo, sottolineando la gravità dell’accaduto e richiamando la necessità di una risposta collettiva.

La protesta coinvolgerà non solo gli studenti, ma anche lavoratori, associazioni e cittadini che chiedono un cessate il fuoco immediato e la fine dell’occupazione. La Rete degli Studenti ha ribadito che le scuole “non possono restare indifferenti di fronte a ciò che sta accadendo” e che la mobilitazione di domani vuole essere un segnale forte di solidarietà internazionale.

Secondo gli organizzatori, la giornata di sciopero non sarà limitata alle aule scolastiche: gli studenti scenderanno in piazza al fianco di chi manifesta per i diritti umani e per la pace in Medio Oriente. L’obiettivo dichiarato è quello di sensibilizzare la società civile su una crisi che, nelle parole di Carollo, non può essere ignorata.

“Il blocco della Flotilla non fermerà la nostra determinazione, anzi la rafforza”, ha aggiunto la portavoce veneta, ribadendo che il movimento studentesco continuerà le proprie azioni di protesta finché la causa palestinese non troverà una soluzione definitiva.

La giornata del 3 ottobre si annuncia quindi complessa per la viabilità scolastica e i servizi educativi in Veneto, con possibili disagi per famiglie e studenti. Tuttavia, i promotori ritengono che l’iniziativa rappresenti un momento importante di partecipazione e presa di posizione civile contro un episodio ritenuto inaccettabile.

Redazione

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