Dopo mesi di chiusura, il Bar 1° Maggio di Montorio Veronese riapre i battenti, non solo come punto ristoro ma come cuore pulsante di un nuovo progetto sociale e inclusivo. A guidare la rinascita è la cooperativa sociale Panta Rei, che ha ottenuto in concessione dal Comune di Verona la gestione dello spazio per i prossimi nove anni, con l’obiettivo di coniugare attività imprenditoriale e reinserimento lavorativo per persone in situazione di fragilità.
L’inaugurazione ufficiale si è svolta venerdì 9 maggio, alla presenza del sindaco Damiano Tommasi, che ha sottolineato l’importanza del progetto: “Un piccolo tassello di umanità di cui abbiamo tanto bisogno – ha detto – e una ricchezza per un luogo da sempre centrale nella vita del quartiere”.
Un modello di gestione a forte impatto sociale
La riqualificazione del bar e della cucina è stata curata interamente da Panta Rei, già attiva con successo in esperienze simili, come quella del Bar Fuori Luogo a Villa Buri. Il progetto nasce con una chiara vocazione: offrire lavoro vero e dignitoso a persone ai margini del mercato occupazionale, attraverso un’attività sostenibile dal punto di vista economico e sociale.
L’assessora Barbara Bissoli ha evidenziato la solidità della proposta, definendola “meritevole e coerente con le politiche sociali comunali”, mentre Luisa Ceni, assessora al Terzo Settore, ha parlato di un “esempio virtuoso da replicare in altri contesti della città”.
Lavoro e relazioni come strumento di inclusione
Elena Brigo, presidente della cooperativa, ha spiegato che il percorso per arrivare a questa apertura è iniziato mesi fa, frutto di un dialogo continuo con l’amministrazione. “Questo luogo ha un valore storico e affettivo per Montorio, ed è proprio qui che vogliamo dare forma a un lavoro che abbia significato, dove le persone fragili possano sentirsi parte attiva di un contesto reale, bello e stimolante”.
La visione della cooperativa si basa su un principio chiaro: inserimento lavorativo significa opportunità reale, non assistenzialismo. Ogni socio lavora all’interno di dinamiche di mercato, con la consapevolezza di contribuire alla comunità e di acquisire competenze, autonomia e dignità.
Un presidio sociale tra natura, relazioni e memoria
Il Bar 1° Maggio non è solo un esercizio pubblico, ma si propone come spazio di aggregazione intergenerazionale, dove l’inclusione passa anche attraverso la condivisione di un caffè, un sorriso, un dialogo. Inserito in un’area verde di pregio, simbolo per molti abitanti della zona, il bar torna a vivere grazie a un progetto che trasforma un luogo in una missione collettiva.
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