Nuovo PAT di Verona, primo traguardo: la città punta sulla rigenerazione

Completata la predisposizione degli elaborati pianificatori del nuovo Piano di Assetto del Territorio. Il sindaco Damiano Tommasi sottolinea il valore strategico del progetto, destinato a orientare lo sviluppo di Verona nei prossimi vent’anni

Damiano Tommasi

Il nuovo PAT di Verona raggiunge una delle tappe più significative del percorso iniziato oltre tre anni fa dall’amministrazione guidata dal sindaco Damiano Tommasi. È stata infatti completata l’attività di predisposizione degli elaborati pianificatori del Piano di Assetto del Territorio, lo strumento destinato a definire le principali scelte urbanistiche della città per i prossimi vent’anni.

Il documento introduce un cambio di prospettiva rispetto alla pianificazione tradizionale: meno espansione e consumo di nuovo suolo, maggiore rigenerazione degli spazi già urbanizzati. L’obiettivo è superare una città organizzata attraverso zone separate per abitare, lavorare e produrre, favorendo invece una struttura nella quale mobilità, ambiente, infrastrutture, casa, servizi e attività economiche siano considerate parti di un unico sistema.

Il sindaco Tommasi, dopo la comunicazione alla Giunta, ha presentato il risultato raggiunto sottolineando il lavoro degli uffici comunali e della vicesindaca e assessora all’Urbanistica Barbara Bissoli, impegnata sul progetto fin dall’insediamento dell’amministrazione.

Nuovo PAT di Verona, cosa cambia per lo sviluppo della città

La filosofia alla base del piano è quella di una Verona che si rigenera invece di continuare a espandersi. La crescita urbana non viene quindi misurata principalmente attraverso nuove edificazioni, ma attraverso la capacità di recuperare aree degradate o dismesse, migliorare l’accessibilità dei quartieri e potenziare gli spazi e i servizi pubblici.

Per Tommasi, la revisione del PAT assume un significato preciso perché traduce in uno strumento di pianificazione la visione dell’amministrazione sul futuro del territorio. Il sindaco ha definito il cambiamento necessario per Verona, precisando però che il percorso verso l’adozione definitiva non è ancora terminato e dovrà attraversare nei prossimi mesi ulteriori verifiche e pareri tecnici.

La documentazione predisposta potrà ora essere consultata dai componenti della Giunta e del Consiglio comunale che ne faranno richiesta.

Dal consumo di suolo alla rigenerazione urbana

Uno dei cardini del nuovo PAT riguarda il contenimento del consumo di territorio naturale. Verona dovrà crescere principalmente all’interno della propria impronta urbana, recuperando e trasformando ciò che esiste già.

In questo quadro assume un ruolo centrale anche la natura, considerata una vera infrastruttura ecosistemica. Verde, acqua e adattamento climatico entrano così nella progettazione urbana come elementi strutturali e non semplicemente accessori.

Il piano introduce inoltre l’Indice di Transizione Ecologica (ITE), concepito per rendere misurabili le prestazioni ecosistemiche degli interventi e trasformare gli obiettivi ambientali in parametri verificabili.

Un altro pilastro è rappresentato dalle politiche abitative. ERP, ERS, housing sociale e soluzioni rivolte a studenti e anziani vengono inseriti in una strategia che considera la casa uno degli strumenti fondamentali per l’equità e l’attrattività urbana.

Mobilità e trasporto pubblico al centro del PAT

Una parte rilevante della strategia riguarda la mobilità. Il piano punta sull’intermodalità, sul rafforzamento del trasporto pubblico, sulle dorsali ciclabili e su interventi di moderazione e regolamentazione del traffico.

Nel disegno trova spazio anche il sistema filoviario, considerato parte della nuova organizzazione urbana. Tommasi ha evidenziato come l’amministrazione abbia voluto concentrare l’attenzione sulla strategia generale della mobilità, introducendo vincoli normativi destinati a garantirne maggiore certezza nel tempo.

Il sindaco ha inoltre richiamato un metodo basato sulla verifica dei risultati: le soluzioni adottate devono essere applicate e misurate e, quando non producono gli effetti attesi, possono essere riviste attraverso la ricerca di alternative migliori.

Verona Sud e ZAI diventano laboratori per l’innovazione

Il PAT assegna un ruolo specifico anche alle aree produttive. Verona Sud e la ZAI vengono individuate come territori nei quali sperimentare nuovi modelli di sviluppo e innovazione urbana, superando una concezione esclusivamente produttiva di queste zone.

Parallelamente, il patrimonio storico viene interpretato come una risorsa capace di partecipare alla trasformazione contemporanea della città. Il sito UNESCO, il sistema delle fortificazioni e le archeologie industriali dovranno quindi essere valorizzati evitando una concezione esclusivamente statica della tutela.

Il piano propone inoltre una lettura di Verona attraverso otto differenti identità e vocazioni, con l’intento di rappresentare la pluralità dei territori che compongono il tessuto urbano.

Le dieci leve strategiche del nuovo PAT di Verona

Il progetto urbanistico può essere sintetizzato attraverso dieci direttrici principali: riduzione del consumo di suolo e rigenerazione delle aree esistenti; natura come infrastruttura ecosistemica; misurazione della transizione ecologica attraverso l’ITE; politiche abitative e housing sociale; rafforzamento della città pubblica e dei servizi di prossimità; nuova mobilità urbana; valorizzazione contemporanea del patrimonio storico; trasformazione di Verona Sud e ZAI; riconoscimento delle diverse identità della città; nuovi strumenti di governance urbanistica.

Quest’ultimo punto comprende meccanismi quali perequazione, compensazione, crediti edilizi e partecipazione, considerati necessari per tradurre gli indirizzi generali del PAT in interventi concretamente realizzabili.

Tommasi e il confronto nella maggioranza sul nuovo PAT

La definizione del documento è stata accompagnata da un confronto politico che ha coinvolto amministrazione, maggioranza e differenti realtà cittadine. Tommasi non ha nascosto le tensioni emerse durante il percorso, ma ha interpretato il risultato raggiunto come conseguenza delle interlocuzioni avvenute negli ultimi anni.

Il sindaco ha sottolineato la necessità di arrivare a soluzioni collettive attraverso la mediazione tra posizioni differenti, ricordando la complessità di una maggioranza composta da numerosi gruppi.

L’adozione finale del documento rappresenterà quindi anche un passaggio politico significativo per verificare la capacità di raggiungere un’intesa sulle scelte strategiche che interesseranno Verona nei prossimi decenni.

Quali sono i prossimi passaggi per il PAT

Il completamento degli elaborati non coincide con l’approvazione definitiva. Prima che la proposta di adozione arrivi in Consiglio comunale dovranno infatti essere completati diversi passaggi tecnici e amministrativi.

Sono previsti l’acquisizione degli elaborati specialistici e i pareri preliminari degli enti competenti. Tra questi figurano la verifica geologico-sismica e la valutazione di compatibilità idraulica presso gli uffici regionali del Genio Civile di Verona.

L’iter comprenderà anche la verifica di assoggettabilità a VAS e l’acquisizione dei pareri delle Circoscrizioni e delle Direzioni comunali.

Il primo traguardo raggiunto apre dunque una nuova fase del percorso. Il nuovo PAT delinea una Verona che punta a trasformarsi intervenendo sul tessuto urbano esistente, mettendo in relazione sostenibilità, abitazione, mobilità, servizi, patrimonio e sviluppo economico. La successiva fase tecnica e il passaggio politico in Consiglio comunale determineranno il percorso verso l’adozione dello strumento destinato a orientare la città nei prossimi vent’anni.

Redazione

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