L’eurodeputato Flavio Tosi (Forza Italia-Ppe) lancia un forte monito contro la politica commerciale statunitense, in particolare quella promossa da Donald Trump, giudicata aggressiva, controproducente e dannosa anche per l’economia americana stessa. Secondo Tosi, l’Unione europea deve reagire con responsabilità, ma anche con fermezza, tutelando le proprie imprese attraverso contromisure e la diversificazione dei partner economici.
“Una politica aggressiva che danneggia tutti”
Per Tosi, la politica dei dazi promossa da Trump rappresenta una rottura netta con la tradizione diplomatica e commerciale degli Stati Uniti. “Sono loro ad aver scelto lo scontro” afferma, “mentre l’Europa ha mantenuto una posizione seria e pragmatica”.
Il problema, sottolinea, è che i dazi si traducono in tasse che finiscono per pesare sul consumatore finale e alimentare l’inflazione. Ma l’effetto più grave, secondo l’europarlamentare, è che gli Stati colpiti da sanzioni commerciali tenderanno a compattarsi e cercare nuove vie di dialogo e cooperazione escludendo proprio gli Stati Uniti, con ripercussioni pesanti sull’export americano.
L’Europa deve reagire: contromisure e nuovi accordi
L’Ue, secondo Tosi, non può restare passiva di fronte a una guerra commerciale, e ha il dovere di proteggere il proprio sistema produttivo. Le azioni da intraprendere devono essere mirate: da un lato precise contromisure commerciali, dall’altro una strategia orientata verso la diversificazione dei mercati.
“La forza dell’Unione sta anche nella sua capacità di parlare con una voce sola”, osserva Tosi, sottolineando come i poteri in materia commerciale siano attribuiti alla Commissione europea, che rappresenta l’interesse collettivo nei consessi internazionali.
Italia protagonista con nuovi corridoi economici
Anche l’Italia, prosegue Tosi, si sta muovendo per ampliare la propria rete di rapporti economici globali. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani sarebbe già impegnato nello sviluppo di relazioni con paesi strategici come Giappone, India, Canada, Messico, Turchia, Arabia Saudita e Algeria.
Tra i progetti in corso, viene citata la “via del Cotone”, un ambizioso corridoio logistico ed economico indo-mediterraneo proiettato verso il Pacifico, che punta a rafforzare l’interconnessione tra Europa e Asia con effetti potenzialmente positivi su investimenti, commercio e sviluppo infrastrutturale.
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