Zevio, novantenne scomparso da giorni: ricerche estese sull’Adige e lungo i canali

Ancora nessuna traccia dell’uomo disperso dal 20 marzo: in azione vigili del fuoco e soccorritori con ecoscandagli e perlustrazioni a tappeto

Proseguono senza sosta, ma ancora senza esito, le ricerche del 90enne scomparso a Zevio, in provincia di Verona, nella mattinata di giovedì 20 marzo. L’uomo, F.F., residente a San Martino Buon Albergo, si sarebbe allontanato nei pressi della zona del Ponte Perez, lungo il fiume Adige, e da allora non si hanno più notizie.

Inutili finora le ricerche via terra e via acqua

Le operazioni sono in corso da diversi giorni e hanno coinvolto un ampio spiegamento di mezzi e uomini. Nella giornata di domenica 23 marzo, è giunto sul posto un ecoscandaglio da Roma, impiegato per scandagliare i fondali del fiume, ma anche questa risorsa tecnologica non ha prodotto risultati concreti.

Lunedì 24 marzo, le operazioni sono riprese all’alba. I vigili del fuoco e i volontari della protezione civile hanno esteso il campo delle ricerche dalla zona di Zevio fino a Belfiore, concentrandosi non solo sull’Adige ma anche lungo i canali artificiali Sava e Leb, aree in cui il flusso dell’acqua potrebbe aver trascinato eventuali tracce.

Indumenti e ultime segnalazioni

Al momento della scomparsa, l’anziano indossava un giubbino verde e un paio di jeans. Non sono emersi finora indizi che possano far pensare a un allontanamento volontario, e le forze dell’ordine mantengono aperta ogni ipotesi, anche se il contesto fa propendere per un incidente di tipo ambientale o sanitario.

Le autorità stanno verificando eventuali segnalazioni o testimonianze che possano ricostruire con maggiore precisione gli spostamenti del 90enne nelle ore precedenti alla sparizione.

Massimo sforzo operativo per ritrovare l’uomo

Il piano di ricerca coinvolge numerose squadre dei vigili del fuoco, unità specializzate in ambienti fluviali e acquatici, oltre a droni e unità cinofile. Le perlustrazioni avvengono sia a piedi lungo gli argini, sia via acqua con l’ausilio di gommoni, e sono affiancate da controlli aerei nelle ore diurne.

L’obiettivo è coprire ogni possibile tratto in cui l’uomo potrebbe essersi diretto, con particolare attenzione alle zone isolate e difficili da raggiungere. Il tempo trascorso dalla scomparsa, però, rende le operazioni sempre più complesse, soprattutto per via delle condizioni del fiume e della vasta estensione del territorio da monitorare.

Redazione

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