L’inflazione a febbraio 2025 si è attestata al +1,7%, con un impatto significativo sui bilanci familiari. Secondo le stime dell’Osservatorio Nazionale Federconsumatori (Onf), questo aumento si tradurrà in una spesa annua aggiuntiva di circa 535 euro a famiglia, di cui 130 euro solo per i beni alimentari.
L’aumento dei prezzi: energia e beni di prima necessità
Il principale fattore che ha determinato questa crescita è l’aumento del costo dei beni energetici, in particolare quelli regolamentati, che hanno registrato un incremento dal +27,5% al +31,5%. A risentirne è anche il carrello della spesa, con un aumento medio del +2,2% sui generi alimentari.
Di fronte a questi numeri, Federconsumatori Verona ha sottolineato l’urgenza di misure mirate per contenere il costo dell’energia e sostenere il potere d’acquisto delle famiglie.
Le proposte di Federconsumatori
Per affrontare l’impatto dell’inflazione, l’associazione dei consumatori suggerisce interventi strutturali, tra cui:
- Riforma degli oneri di sistema sull’energia, eliminando voci obsolete e redistribuendo alcuni costi sulla fiscalità generale
- Riduzione dell’IVA sui beni di largo consumo, che potrebbe generare un risparmio di oltre 516 euro annui a famiglia
- Creazione di un fondo per contrastare la povertà energetica e iniziative per combattere la povertà alimentare
- Aumento delle risorse per la sanità pubblica e misure per riequilibrare le disuguaglianze economiche
- Rinnovo dei contratti di lavoro, rivalutazione delle pensioni e riforma fiscale più equa, per sostenere i redditi medio-bassi
Secondo Federconsumatori, alzare la soglia ISEE per il bonus energia è un passo avanti, ma se il provvedimento resta limitato a soli tre mesi, rischia di non avere un impatto sufficiente.
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