L’inflazione continua a crescere nel Veronese e, nel mese di luglio, il ritmo dell’aumento dei prezzi nel capoluogo scaligero si è mantenuto superiore alla media nazionale. Secondo l’elaborazione di Federconsumatori APS Verona sui dati ufficiali Istat, la variazione annua dei prezzi ha raggiunto il +3,2% a Verona, mentre in Italia si è attestata al +2,9%.
Il dato colloca Verona al quarto posto tra i grandi comuni italiani con più di 150 mila abitanti per incremento dei prezzi. Davanti al capoluogo veneto figurano Reggio Calabria, con il +4%, e altre città come Napoli, Catania e Messina.
A livello regionale, il Veneto ha registrato un aumento medio del +2,6%, posizionandosi al sedicesimo posto tra le 20 regioni italiane. Il confronto con gli altri principali capoluoghi evidenzia una crescita del +2,5% a Venezia e del +2,4% a Padova.
Energia e combustibili trainano i rincari
È soprattutto il comparto legato alla casa a incidere sull’andamento dei prezzi. La divisione “Abitazione, acqua, elettricità, gas e altri combustibili” ha segnato a livello nazionale un incremento annuo del 7,2%, mentre a Verona la crescita è arrivata all’8,1%.
Federconsumatori attribuisce una parte rilevante della pressione inflazionistica proprio ai beni energetici. Nel capoluogo scaligero, rispetto a luglio 2025, l’elettricità è aumentata dell’11,1%, il gas dell’11,7%, i combustibili liquidi del 20,3% e la legna da ardere del 14,1%.
Secondo l’associazione, la situazione potrebbe avere ulteriori conseguenze sui bilanci delle famiglie nei prossimi mesi, anche in relazione all’andamento dei combustibili e del gas.
Crescono anche trasporti e ristorazione
Il capitolo dei trasporti ha registrato a Verona un aumento annuo del 4,2%, sostanzialmente in linea con il dato nazionale del 4,3%. Un altro settore caratterizzato da una crescita superiore alla media italiana è quello relativo a ristoranti e strutture ricettive.
La divisione “Servizi di ristoranti e di alloggio” è salita del 4,1% su base annua a Verona, contro il +3,4% nazionale. Rispetto al mese precedente, l’aumento complessivo è stato del 2,7%, con variazioni particolarmente marcate per alcune categorie.
Gli alberghi, motel e pensioni hanno registrato un incremento mensile del 6,3%, mentre per villaggi vacanze, campeggi, ostelli della gioventù e strutture analoghe la crescita mensile è arrivata al 15,6%.
Il carrello della spesa
Più contenuta, ma comunque superiore al dato nazionale, è la crescita dei prezzi di prodotti alimentari e bevande analcoliche: +1,6% a Verona contro il +1,4% italiano.
All’interno del comparto sono emersi aumenti significativi per diverse categorie. La carne fresca, refrigerata o congelata ha segnato un +5,1%, mentre le preparazioni a base di carne hanno registrato la stessa crescita. Per i prodotti ittici freschi o surgelati l’aumento è arrivato al 4,9%.
Tra i prodotti lattiero-caseari spicca il dato delle uova, aumentate del 7,5%. Ancora più marcati alcuni rincari relativi a frutta e ortaggi: le bacche fresche hanno registrato un +11,8%, mentre gli ortaggi a foglia o a stelo sono aumentati dell’11,5%. Per i legumi da granella freschi o refrigerati l’incremento è stato dell’11,7%.
Le richieste delle associazioni sul caro-carburanti
L’aumento dei costi energetici si riflette anche sul prezzo dei carburanti e, secondo le associazioni dei consumatori che fanno parte del Consiglio nazionale dei consumatori e degli utenti, il fenomeno ha effetti che vanno oltre il semplice rifornimento delle automobili.
Le organizzazioni hanno chiesto alla Presidenza del Consiglio un incontro sul caro-carburanti, accompagnando la richiesta con una serie di proposte. Tra queste figura una riduzione strutturale delle accise, indicata in almeno 25-30 centesimi al litro per il gasolio e 15-20 centesimi per la benzina.
Federconsumatori propone inoltre l’attivazione automatica e settimanale dell’accisa mobile, una riduzione dell’Iva sul gas per uso domestico e sui prodotti essenziali, maggiori controlli lungo la filiera e forme di sostegno rivolte a famiglie e lavoratori pendolari sulla base dell’Isee.
La campagna “E io pago!”
Nel quadro dell’aumento del costo della vita si inserisce anche la campagna “E io pago!”, promossa a livello nazionale da Spi Cgil e Federconsumatori e rivolta in particolare agli anziani e alle famiglie.
L’iniziativa punta a richiamare l’attenzione sulla perdita di potere d’acquisto e sull’impatto dei rincari dei beni essenziali. Secondo Federconsumatori, a risentirne maggiormente sono soprattutto le persone anziane, anche a causa della dinamica delle pensioni e dei costi sostenuti per alimentazione, energia, abitazione, sanità e trasporti.
Parallelamente, durante l’estate è stata avviata una campagna dedicata alla sana alimentazione, promossa da Coldiretti, Federconsumatori, Campagna Amica e Fondazione Aletheia. L’obiettivo è sensibilizzare cittadini e turisti sulle scelte alimentari attraverso mercati, agriturismi e iniziative territoriali.
Tra le indicazioni proposte figurano la scelta di prodotti freschi e stagionali, preferibilmente locali e tracciabili, la limitazione degli alimenti ultraprocessati, una corretta idratazione, il riferimento ai principi della Dieta Mediterranea e una maggiore consapevolezza rispetto al rapporto tra alimentazione e salute.
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