In Veneto, la situazione dei pronto soccorso desta preoccupazioni. Un report di Agenas (Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali) posiziona questa regione al 12° posto in Italia per l’efficienza delle reti tempo-dipendenti, un dato che risente pesantemente delle prestazioni degli ospedali veronesi. Il nodo critico? I tempi di attesa per i codici bianchi, i meno gravi, che superano le due ore, il record negativo su scala nazionale.
Triage e gestione delle emergenze da rivedere
La gestione del triage emerge come una delle principali lacune, con una percentuale non trascurabile di pazienti che abbandona il pronto soccorso senza essere visitati. Inoltre, il 3% dei codici bianchi, in teoria meno gravi, finisce per essere ricoverato, segnale di una valutazione iniziale non sempre adeguata.
I dati dei pronto soccorso veronesi sotto la lente
A Verona, gli ospedali dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata (Borgo Trento e Borgo Roma) registrano i numeri più alti di accessi, con tempi di attesa che, in alcuni casi, sfiorano l’intera giornata per i codici bianchi. Anche il Policlinico di Borgo Roma non è da meno, con tempi di permanenza elevati in proporzione al numero di accessi.
Al Mater Salutis di Legnago il primato degli abbandoni
Il Pronto Soccorso del Mater Salutis di Legnago registra il tasso più alto di pazienti che decidono di andarsene senza aspettare, stanchi di attese che, per i codici bianchi, raggiungono le tre ore.
Un’isola felice a Malcesine
Contrastando la tendenza generale, il pronto soccorso di Malcesine si distingue per la rapidità nel gestire le emergenze, con tempi di attesa significativamente inferiori alla media, grazie alla minor affluenza rispetto ai grandi centri.
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