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Il penitenziario di Verona testimone di un nuovo suicidio

Interrogativi sulla sicurezza e il benessere dei detenuti.

Un tragico evento ha scosso nuovamente le fondamenta del penitenziario di Montorio, segnando un altro capitolo di dolore a breve distanza dalla visita del Vice Ministro Ostellari.

Il 23 gennaio, un evento luttuoso ha avuto luogo all’interno delle mura di questa istituzione, suscitando profonda preoccupazione tra sindacati e gruppi di difesa. Questi ultimi, infatti, sollecitano il Ministro della Giustizia, Nordio, a prendere una posizione definitiva in merito alle dichiarazioni fatte recentemente riguardo alla situazione.

La vittima, un uomo siciliano di 56 anni, è stata trovata senza vita nella sua cella, apparentemente suicida, in una sezione del penitenziario dedicata a individui condannati per crimini particolarmente gravi. Tra i detenuti di questa ala si trova anche Filippo Turetta, implicato nell’omicidio di Giulia Cecchettin. Questo caso rappresenta il nono suicidio registrato quest’anno all’interno della struttura, a cui si aggiunge il decesso di un membro della polizia penitenziaria avvenuto il giorno precedente. Questa serie di eventi tragici ha sollevato interrogativi urgenti sulla capacità del sistema di invertire una tendenza così desolante.

Gennarino De Fazio, capo della UILPA per la Polizia Penitenziaria, ha espresso profondo dolore per questa ulteriore perdita, sottolineando l’assenza di cause apparenti che potrebbero aver spinto il detenuto a tale atto disperato. La questione delle condizioni di vita all’interno degli istituti di detenzione rimane al centro del dibattito politico, senza che finora siano emerse soluzioni concrete o misure efficaci dal Governo, nonostante la recente visita del Vice Ministro.

De Fazio critica aspramente la mancanza di direttive chiare da parte del Ministro della Giustizia, Carlo Nordio, che durante un discorso parlamentare non ha fornito strategie concrete per affrontare la questione dei suicidi in carcere. L’appello di De Fazio al Ministro e al Governo in carica è pressante: è necessario agire immediatamente per potenziare le risorse umane, ridurre il sovraffollamento e migliorare la gestione dei detenuti con problemi di salute mentale e dipendenze, oltre a richiedere una riforma legislativa che affronti la questione a 360 gradi.

Anche l’associazione Sbarre di Zucchero ha fatto eco a queste preoccupazioni, criticando duramente le recenti dichiarazioni del Ministro Nordio, che aveva descritto i suicidi in carcere come una realtà inevitabile. Questa posizione è stata fortemente contestata dall’associazione, che insiste sulla necessità di assumersi la responsabilità per la vita e la sicurezza dei detenuti. Un raduno è previsto per il 28 gennaio davanti al penitenziario di Verona, luogo simbolo di una crisi che continua a mietere vittime.

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