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Luca Zaia a Verona: controversie su mandati e “fine vita”

Durante la presentazione del suo libro a Verona il presidente di Regione Veneto è stato duramente contestato sulle tematiche del "fine vita" e dei mandati da presidente regionale

Il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, si è recentemente trovato al centro dell’attenzione a Verona durante la presentazione del suo ultimo libro intitolato “Fà presto, vai piano“, edito da Marsilio, con il sottotitolo “La vita è un viaggio passo a passo“. Ma l’evento non è stato solo un’occasione per promuovere il suo libro; durante la sua apparizione pubblica, Zaia ha affrontato anche argomenti di attualità che hanno suscitato dibattiti e contestazioni.

Nel suo libro, Zaia racconta un viaggio personale compiuto quando aveva 18 anni, un percorso che lo ha aiutato a diventare adulto. Questo stesso adulto è stato alla guida della Regione Veneto dal 2010 e spera di poter continuare questa esperienza, se la maggioranza dei veneti lo sceglierà nuovamente nel 2025. Tuttavia, c’è un ostacolo imposto dalla legge: il limite di due mandati, che Zaia ha già raggiunto, impedendogli di ricandidarsi tra due anni. Il presidente leghista sta lottando contro questo vincolo, insieme al suo partito, nonostante le divergenze con gli alleati di Forza Italia e Fratelli d’Italia.

Nel corso del suo intervento, Zaia ha criticato aspramente l’imposizione del limite di mandati, definendola un “insulto all’intelligenza degli elettori“. Egli sostiene che gli elettori dovrebbero essere sempre al centro delle scelte dei loro rappresentanti, e quindi dovrebbero avere il diritto di decidere se un governatore debba essere rieletto, indipendentemente dai limiti imposti dalla legge.

Tuttavia, non è solo la questione dei mandati a sollevare polemiche durante l’evento. Un altro tema politico che ha scatenato discussioni riguarda il fine vita. In consiglio regionale è in corso la discussione di una proposta di legge di iniziativa popolare avanzata dall’associazione Luca Coscioni, che riguarda il suicidio assistito. Zaia ha chiesto il rispetto per le diverse opinioni in merito, ma ha anche sottolineato la realtà dei fatti: la proposta non introduce nuove disposizioni sul suicidio assistito, ma cerca di garantire tempi certi per le risposte delle Ulss a chi desidera accedere a questa procedura. È importante notare che questa procedura è già in vigore, come dimostrano i due casi registrati finora. Il dibattito in consiglio regionale continua, e Zaia si trova ad affrontare critiche da entrambi i lati.

Da un lato, i parlamentari veneti del Movimento 5 Stelle, Barbara Guidolin ed Enrico Cappelletti, sono favorevoli alla proposta dell’associazione Luca Coscioni e sono preoccupati per il suo destino in consiglio regionale. Essi sostengono che la proposta mira a garantire una procedura trasparente e sicura per il fine vita, in linea con la sentenza della Corte Costituzionale, e si interrogano se Zaia sia concentrato solo sul prolungamento dei mandati a governatore o se si interessi anche della vita dei cittadini veneti.

Dall’altro lato, ci sono i contestatori che hanno manifestato a Verona contro le dichiarazioni di Zaia a favore della proposta sul suicidio assistito. Tra di loro figura l’ex candidato sindaco e consigliere comunale veronese, Alberto Zelger, che accusa Zaia di tradire gli elettori, i quali si aspettavano un miglioramento della sanità pubblica e l’autonomia, ma invece ritengono che siano state promosse ideologie lontane dai valori umani e cristiani del popolo veneto.

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