Verona si colloca tra le prime quindici città italiane per numero di operazioni finanziarie sospette, connesse a organizzazioni criminali. Secondo un’analisi del Centro studi di Unimpresa, basata sui dati dell’Unità di informazione finanziaria (UIF) per il 2023, sono state segnalate 619 operazioni sospette nella provincia veronese, pari al 31,4% del totale delle segnalazioni. Questo dato rappresenta il numero più alto tra tutte le province del Veneto, seguita da Padova (617) e Treviso (510).
A livello nazionale, sebbene il numero complessivo di segnalazioni di operazioni sospette sia diminuito del 3% nell’ultimo anno, passando da 155.000 a 150.000, le operazioni riconducibili alla criminalità organizzata sono invece aumentate in maniera significativa. Sono passate da 22.654 nel 2021 a 28.688 nel 2022, fino a raggiungere quota 53.046 nel 2023, segnando un incremento dell’84,9%.
La richiesta di una sede operativa della DIA
In risposta a questo allarmante scenario, tutti i 98 sindaci della provincia di Verona hanno presentato una richiesta ufficiale al ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, per l’istituzione di una sezione operativa della Direzione investigativa antimafia (DIA) in città. Tuttavia, l’incontro previsto per discutere tale richiesta è stato rinviato a causa dell’indisponibilità del ministro.
Secondo quanto riportato nell’ultima relazione della DIA, presentata al Viminale nel 2023, Verona è un territorio sotto l’influenza della criminalità calabrese, con legami anche con la criminalità organizzata siciliana e pugliese. Questo interesse criminale è alimentato dalla forte economia locale, che rende la provincia scaligera un’area di attrazione per le mafie.
I numeri delle operazioni sospette
A livello regionale, Verona si conferma la provincia più colpita dalle operazioni criminali sospette, con 619 segnalazioni nel 2023, un dato che la colloca al quindicesimo posto in Italia. Le città più colpite sono Roma, con 5.451 segnalazioni (39,3% del totale), seguita da Milano (5.196) e Napoli (5.135). Il presidente di Unimpresa, Giovanna Ferrara, ha sottolineato come la criminalità organizzata sia profondamente radicata nell’economia reale, sfruttando l’ingegneria finanziaria per il proprio vantaggio. Ferrara ha ribadito l’urgenza di una cooperazione tra governo, magistratura, forze dell’ordine e istituzioni finanziarie per contrastare efficacemente le mafie.
Azioni contro le infiltrazioni mafiose
L’attività di prevenzione in provincia di Verona ha già dato i suoi frutti: dall’inizio del 2023, sono state emesse quattro interdittive antimafia dal Prefetto Demetrio Martino, mentre negli ultimi tre anni sono stati firmati 23 provvedimenti contro aziende sospettate di infiltrazioni mafiose. Questi provvedimenti mirano a impedire che tali aziende possano intrattenere rapporti con la pubblica amministrazione o ricevere finanziamenti statali.
La battaglia contro le mafie
La lotta alla criminalità organizzata a Verona è ormai diventata una priorità per le autorità locali. La richiesta dei sindaci di rafforzare gli strumenti di contrasto alla mafia rappresenta una risposta chiara all’aumento delle attività criminali nella provincia. L’assenza del ministro Piantedosi al Comitato provinciale per la sicurezza e l’ordine pubblico, previsto per domani, ha ritardato il dibattito su questa importante questione, ma le autorità locali continuano a spingere per un intervento deciso.
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