Sfruttamento criminale di animali: boom di processi nel Veronese

Aumentano i procedimenti penali, ma calano gli indagati per reati contro gli animali in provincia di Verona

Il 25esimo rapporto Zoomafia di Lav ha evidenziato una crescita preoccupante dei crimini legati allo sfruttamento degli animali nel Veronese. I dati della procura scaligera mostrano un aumento del 28% nei procedimenti tra il 2022 e il 2023, passando da 182 a 233 casi, mentre il numero di indagati è calato del 17%, scendendo da 81 a 67. Questa analisi fa parte di un’indagine più ampia che coinvolge tutto il territorio nazionale, patrocinata dalla Fondazione Antonino Caponnetto.

Un fenomeno criminale ben radicato emerge da questa analisi, che fa luce su come il traffico di animali sia una delle principali fonti di guadagno per gruppi criminali. Secondo il criminologo Ciro Troiano, responsabile dell’Osservatorio Zoomafia di Lav, tali gruppi dimostrano una capacità sofisticata di sfruttare ogni cambiamento sociale e territoriale, spesso tessendo collaborazioni con la pubblica amministrazione. Le attività illecite documentate nel rapporto spaziano dai combattimenti tra animali alle corse clandestine di cavalli, fino al traffico di cuccioli e truffe nel settore ippico.

Nel Veneto, tutte le sette procure ordinarie hanno contribuito alla raccolta dei dati, a eccezione della Procura per i minorenni di Venezia. Complessivamente, la regione ha registrato un aumento del 5,64% dei procedimenti, passando da 673 a 711 tra il 2022 e il 2023, mentre il numero di indagati è rimasto sostanzialmente stabile, con una lieve diminuzione dello 0,9%, scendendo da 330 a 327.

Il rapporto fornisce un quadro dettagliato dei principali reati commessi, che includono uccisione e maltrattamento di animali, spettacoli vietati e combattimenti non autorizzati, oltre a traffico illecito di animali e reati legati alla caccia illegale. Il documento evidenzia inoltre come il contrabbando di fauna e il bracconaggio organizzato siano diffusi su scala internazionale, rendendo il contrasto a questi crimini ancora più complesso.

Gianluca Felicetti, presidente di Lav, ha sottolineato la gravità del quadro emerso dal rapporto, evidenziando come le autorità abbiano strumenti limitati per fronteggiare efficacemente questi crimini. Inoltre, ha espresso preoccupazione per il ritardo nell’approvazione delle proposte di legge volte a inasprire le pene per i reati contro gli animali, attualmente ferme in commissione giustizia alla Camera dei Deputati.

Redazione

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