Filippo Timi porta Amleto² al Teatro Romano di Verona

L'11 settembre l’Estate Teatrale Veronese ospita il ritorno dello spettacolo cult ispirato a Shakespeare. Filippo Timi rilegge Amleto tra ironia, follia, improvvisazione e linguaggi contemporanei

presentazione Amleto2

Shakespeare incontra l’irriverenza, il grottesco e la libertà creativa di Filippo Timi sul palcoscenico del Teatro Romano. L’11 settembre, alle 21.15, si replica a Verona “Amleto²”, spettacolo di e con Filippo Timi, inserito nel programma della 78ª edizione dell’Estate Teatrale Veronese.

Prodotto dal Teatro Franco Parenti e dalla Fondazione Teatro della Toscana, il lavoro torna in scena a distanza di anni dal debutto con una nuova veste. Accanto a Timi ci sono Marina Rocco, Elena Lietti, Gabriele Brunelli e Mattia Chiarelli.

L’appuntamento si inserisce nel percorso “(H)EARTH OF GLASS – Tradizione e sperimentazione in dialogo aperto al mondo”, attraverso il quale il festival veronese mette in relazione il patrimonio dei grandi classici con le forme espressive del teatro contemporaneo.

Amleto² di Filippo Timi arriva all’Estate Teatrale Veronese

Quello costruito da Timi non è un Amleto legato a una rappresentazione tradizionale della tragedia shakespeariana. Il testo del Bardo viene attraversato, trasformato e portato all’interno di un universo teatrale dominato da eccesso, ironia e provocazione.

La tragedia cambia continuamente registro, fino a sconfinare nella commedia. Il protagonista appare come un principe stanco e insofferente nei confronti del destino che gli è stato assegnato. Non vuole seguire il percorso già scritto, amare Ofelia o assumere passivamente il ruolo che la storia gli impone.

Intorno a lui prende così forma una realtà instabile, abitata da personaggi grotteschi e visioni che accompagnano lo spettatore in un continuo passaggio tra comicità e disperazione.

L’ironia diventa uno degli strumenti utilizzati per mettere in evidenza il dolore e le contraddizioni dei personaggi, mentre la follia assume una dimensione vitale, capace di mettere in discussione ruoli, convenzioni e aspettative.

Filippo Timi torna ad Amleto dopo quindici anni

Il ritorno allo spettacolo rappresenta per Filippo Timi anche un confronto con il proprio percorso personale e artistico. Durante la conferenza stampa al Teatro Romano, l’attore e regista ha spiegato perché abbia deciso di affrontare nuovamente un lavoro che aveva realizzato quindici anni prima.

Il grande motore di questo spettacolo è la vita in scena. Deve esserci sempre la sensazione che quello che accade stia accadendo davvero, in quel preciso momento” ha dichiarato Timi.

L’artista paragona questo approccio al jazz: esiste una struttura, ma all’interno di essa rimangono fondamentali ascolto, rischio e capacità di reagire a quanto accade sul palco.

Quindici anni rappresentano inoltre una distanza sufficiente per cambiare il rapporto tra attore e personaggio. Timi sottolinea come la maturità abbia modificato il modo di raggiungere determinate emozioni e di affrontare il materiale teatrale. Riprendere Amleto² non significa quindi replicare lo spettacolo originale, ma interrogare nuovamente Shakespeare partendo da una persona e da un artista cambiati nel tempo.

Shakespeare entra in un multiverso teatrale

Nella nuova versione acquista spazio anche l’idea di un vero e proprio multiverso. Il Seicento può convivere con gli anni Trenta, Petrolini e riferimenti apparentemente lontani dal mondo shakespeariano.

Non si tratta, nelle intenzioni di Timi, di accumulare citazioni, ma di provocare collisioni capaci di generare qualcosa di nuovo sul palcoscenico.

Al centro rimane la domanda più celebre di Amleto: essere o non essere. Nella rilettura di Timi, però, l’interrogativo non appartiene esclusivamente al principe di Danimarca, ma attraversa tutti i personaggi.

La domanda diventa così più ampia: quanto della vita di ciascuno deriva da una scelta personale e quanto, invece, dal ruolo che società, relazioni e aspettative hanno costruito?

Anche l’improvvisazione contribuisce a rendere ogni rappresentazione potenzialmente diversa. Per Timi il teatro deve mantenere uno spazio nel quale possano verificarsi imprevisti e trasformazioni, evitando di diventare una semplice ripetizione di gesti stabiliti.

Marina Rocco e un personaggio che cambia nel tempo

Il ritorno di Amleto² coinvolge anche Marina Rocco, legata da tempo al percorso artistico di Filippo Timi. L’attrice ha raccontato come la distanza temporale dalla prima versione abbia trasformato anche il suo rapporto con il personaggio.

Un elemento centrale della costruzione originaria era stato il riferimento a Marilyn Monroe. All’epoca, ha spiegato Rocco, quella figura rappresentava per lei uno strumento attraverso il quale interrogarsi sulla propria identità e sul significato dell’essere donna.

Con il passare degli anni quel rapporto è cambiato e, inevitabilmente, si è modificata anche l’interpretazione. È proprio questa capacità di trasformarsi nel tempo a rendere Amleto² uno spettacolo che, pur tornando sul palcoscenico, non si presenta mai esattamente nello stesso modo.

Verona rilegge i classici tra memoria e contemporaneità

La presenza dello spettacolo al Teatro Romano rispecchia uno degli obiettivi dichiarati dell’Estate Teatrale Veronese: utilizzare i classici non come opere immobili, ma come materiali capaci di generare nuove letture.

“Il Teatro Romano è il luogo naturale in cui i grandi classici tornano a interrogare il presente” ha sottolineato Marta Ugolini, assessora alla Cultura del Comune di Verona, evidenziando la capacità di Timi di mettere in relazione tradizione e contemporaneità.

Sulla stessa linea il direttore artistico dell’Estate Teatrale Veronese, Fabrizio Arcuri, secondo il quale la rilettura dei classici rappresenta uno degli elementi fondamentali della manifestazione. In Amleto², ha spiegato, comico e tragico possono convivere e diventare strumenti per riportare al centro la complessità dell’essere umano.

Biglietti per Amleto² al Teatro Romano di Verona

I biglietti sono disponibili al Box Office Verona di via Pallone 16 e online attraverso i circuiti Boxol e BoxOfficeLive.

L’Estate Teatrale Veronese è promossa dal Comune di Verona in collaborazione con Arteven, con il sostegno del ministero della Cultura e della Regione Veneto.

Con il ritorno dello spettacolo di Filippo Timi, il palcoscenico veronese diventa il luogo di un nuovo confronto con uno dei personaggi più conosciuti della storia del teatro, trasformato in una figura contemporanea che continua a interrogarsi sul proprio ruolo, sulla libertà di scegliere e sul confine tra la vita vissuta e quella già scritta dagli altri.

Redazione

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