Carburanti, la finanza scopre 64 mila litri di gasolio irregolare

Intensificati i controlli della Guardia di finanza lungo la filiera dei prodotti energetici. Tra marzo e luglio 2026 sono stati effettuati migliaia di interventi, con sequestri, denunce e irregolarità sui prezzi alla pompa.

Un carico di 64 mila litri di prodotto petrolifero destinato all’autotrazione, formalmente dichiarato come olio lubrificante ma risultato essere gasolio, è stato individuato dalla Guardia di finanza nell’ambito delle attività di contrasto alle frodi nel settore dei carburanti. Il prodotto, classificato come “Designer Fuel”, sarebbe stato destinato all’immissione in consumo in Italia attraverso un sistema finalizzato all’evasione delle imposte.

A scoprire il trasporto sono stati i Nuclei di polizia economico-finanziaria di Udine e Verona, impegnati nei controlli sul territorio e lungo le principali direttrici ferroviarie. I due tank container, provenienti dall’Est Europa e diretti verso il Sud Italia, sono stati sottoposti ad accertamenti che hanno permesso di rilevare la reale natura del contenuto.

Le indagini proseguono per ricostruire l’intera filiera commerciale del prodotto e individuare eventuali ulteriori responsabilità.

Controlli su tutta la filiera

L’operazione rientra in una più ampia attività di vigilanza condotta dalla Guardia di finanza, anche in collaborazione con il Garante per la sorveglianza dei prezzi del Ministero delle Imprese e del Made in Italy.

L’obiettivo è duplice: da una parte contrastare le frodi e l’evasione delle accise sui prodotti energetici, dall’altra verificare il rispetto delle norme sulla trasparenza dei prezzi praticati dagli impianti di distribuzione.

L’azione degli investigatori interessa quindi diversi livelli della filiera, dai depositi ai distributori, con particolare attenzione ai meccanismi che possono consentire di sottrarre carburanti al regime fiscale oppure di utilizzare in modo improprio prodotti sottoposti ad agevolazioni.

Oltre 20 milioni di chili di prodotti sequestrati

I numeri relativi al periodo compreso tra il 1° marzo e il 31 luglio 2026 mostrano la portata dei controlli. In materia di accise sui prodotti energetici, i Reparti della Guardia di finanza hanno portato a termine 1.371 interventi.

Nel corso delle attività sono stati denunciati 265 soggetti all’Autorità giudiziaria, mentre i sequestri hanno interessato più di 20 milioni di chilogrammi di prodotti energetici. Sono stati inoltre accertati consumi in frode per oltre 6,5 milioni di chilogrammi di prodotto.

Tra gli obiettivi principali figurano i cosiddetti “Designer Fuels”, carburanti o prodotti petroliferi che vengono formalmente classificati con denominazioni differenti da quelle corrispondenti alla loro effettiva natura, con l’obiettivo di aggirare gli obblighi fiscali.

Le verifiche hanno inoltre permesso di individuare depositi clandestini, distributori abusivi e sistemi organizzati per la vendita irregolare di carburanti destinati a impieghi soggetti a regimi fiscali agevolati.

Verifiche anche sui prezzi alla pompa

Il secondo fronte dell’attività riguarda invece gli obblighi di trasparenza nei confronti degli automobilisti.

Sempre nel periodo compreso tra marzo e luglio, la Guardia di finanza ha eseguito 3.428 controlli presso impianti di distribuzione stradale. Le verifiche hanno portato alla contestazione di 2.279 violazioni a carico di 937 operatori.

Tra le irregolarità riscontrate figurano soprattutto la mancata esposizione dei prezzi e le differenze tra i valori comunicati e quelli effettivamente applicati alla pompa.

Parallelamente sono stati approfonditi più di 400 contesti riguardanti depositi fiscali, depositi commerciali e altri operatori della filiera, con l’obiettivo di verificare la regolarità delle movimentazioni e delle operazioni commerciali.

L’attività di controllo punta quindi a intervenire sia sulle frodi fiscali sia sulle condotte che possono compromettere la corretta concorrenza nel mercato dei carburanti e la trasparenza nei confronti dei consumatori.

Redazione

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