Custoza tra vino e memoria, il dibattito sui nuovi cartelli

Le insegne celebrano prodotti tipici ma omettono le battaglie d’Indipendenza: cittadini e amministrazione a confronto sull’identità del borgo

comune di Custoza

All’ingresso di Custoza, sulle colline moreniche veronesi, nuovi cartelli accolgono visitatori e automobilisti con una scritta chiara e visibile: «Terra del vino Custoza doc e del broccoletto di Custoza». L’indicazione, riportata sia in italiano sia in inglese, punta dritto sulle eccellenze agroalimentari locali. A mancare, però, è ogni riferimento alle battaglie del 1848 e del 1866, eventi che hanno reso il borgo un luogo simbolo del Risorgimento italiano.

Proprio questa assenza ha acceso un confronto in paese. Custoza, per generazioni di studenti, è stata meta di visite scolastiche legate allo studio dell’Unità d’Italia. L’Ossario custodisce le spoglie dei soldati caduti nei due scontri che segnarono in modo decisivo il percorso verso l’unificazione nazionale. Un patrimonio storico che per molti rappresenta l’identità profonda del territorio, oggi non richiamato nei nuovi tabelloni istituzionali.

A sollevare pubblicamente la questione è stato Andrea D’Amico, residente, attraverso una lettera pubblicata sulla stampa locale. Nel suo intervento ha evidenziato come l’enfasi posta su vino e broccoletto lasci in ombra una memoria che definisce fondativa. «Prima del vino qui scorreva sangue, prima del broccoletto cadevano ragazzi», ha scritto, sottolineando la differenza tra promozione turistica e memoria storica. Il tema, secondo D’Amico, non riguarda la qualità dei prodotti ma la “gerarchia” dei valori rappresentati.

Il riferimento è all’Ossario di Custoza, riconosciuto come luogo sacro nazionale e celebrato nel 2011 durante le iniziative per i 150 anni dell’Unità d’Italia. In quel contesto, il sito fu al centro di commemorazioni ufficiali che ribadirono il ruolo delle battaglie combattute sulle colline custoziane. Per alcuni cittadini, l’assenza di un richiamo a questo passato nei nuovi cartelli appare come un segnale di marginalizzazione della memoria storica a favore del marketing territoriale.

Il dibattito è rapidamente arrivato all’amministrazione comunale. Il sindaco di Sommacampagna, Fabrizio Bertolaso, originario proprio di Custoza, ha spiegato che la cartellonistica è stata realizzata grazie a un finanziamento della Camera di Commercio destinato esclusivamente alla valorizzazione dei prodotti tipici locali. Il contributo economico, pari a 600 euro per l’acquisto delle insegne, prevedeva vincoli precisi sui contenuti, limitati alla promozione delle eccellenze agroalimentari.

Bertolaso ha inoltre ricordato l’impegno economico del Comune sul fronte della memoria risorgimentale: circa 50mila euro destinati ad attività e manutenzione dell’Ossario, oltre a 20mila euro per un progetto di cartellonistica più ampio legato al Mudri, il museo diffuso del Risorgimento, che coinvolge diversi Comuni dell’area. Secondo il primo cittadino, il Risorgimento non sarebbe una prerogativa esclusiva di Custoza ma un elemento identitario condiviso con l’intero territorio circostante, come Villafranca e altre località segnate dagli eventi storici dell’epoca.

La distinzione, nelle parole del sindaco, riguarda anche il linguaggio comunicativo: da una parte la promozione di prodotti con denominazione geografica specifica, dall’altra un percorso culturale e storico di area più vasta. Inserire in un unico cartello riferimenti a vino, broccoletto e Risorgimento, ha osservato, non risponderebbe a criteri di chiarezza comunicativa.

Resta tuttavia aperta la riflessione sull’identità del borgo. Custoza è conosciuta nei libri di storia per le sue battaglie, ma oggi punta anche su un’economia legata all’enogastronomia e al turismo rurale. Il confronto in corso mette in luce la difficoltà di conciliare memoria e promozione, storia e sviluppo.

Mentre l’amministrazione rivendica l’esistenza di strumenti dedicati alla valorizzazione del patrimonio risorgimentale, una parte della cittadinanza chiede che la memoria trovi spazio anche nei segni visibili dell’ingresso al paese. Il tema, al di là della singola insegna, tocca una questione più ampia: come rappresentare un territorio che è insieme luogo di eccellenze agricole e teatro di eventi fondativi della storia nazionale.

Redazione

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