Terremoto in Trentino, lieve scossa avvertita anche nel Veronese

Evento sismico di magnitudo 2.1 registrato dall’Ingv nel primo pomeriggio di domenica 21 dicembre, epicentro nei pressi di Mori

Un lieve terremoto ha interessato il Trentino nel primo pomeriggio di domenica 21 dicembre, attirando l’attenzione degli strumenti di monitoraggio dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia. La scossa è stata registrata con precisione dai sismografi alle ore 15:06:43, confermando un evento di magnitudo 2.1, classificato come di bassa intensità ma comunque percepibile dalla popolazione nelle aree più vicine all’epicentro.

Secondo i dati ufficiali diffusi dall’Ingv, l’epicentro del sisma è stato localizzato a circa 5 chilometri a sud-est dell’abitato di Mori, in provincia di Trento. La profondità stimata dell’evento è pari a 15 chilometri, un valore che rientra nella fascia tipica dei terremoti superficiali dell’area alpina e prealpina. Proprio questa caratteristica ha contribuito a rendere la scossa avvertibile in modo lieve, nonostante la magnitudo contenuta.

Il movimento tellurico non ha provocato danni a persone o cose, ma è stato percepito in diverse località limitrofe, complice anche la conformazione geologica del territorio. Alcune segnalazioni sono arrivate anche da zone della provincia di Verona, dove residenti hanno riferito di aver avvertito un leggero tremolio o un breve boato, tipici di eventi sismici di questa intensità.

L’area interessata dal terremoto rientra in un contesto noto agli esperti per una sismicità frequente ma generalmente di bassa energia. Il Trentino-Alto Adige e le regioni confinanti sono infatti caratterizzati da una rete di faglie attive che, pur non generando eventi di forte magnitudo con elevata frequenza, danno luogo a scosse periodiche di lieve o moderata intensità. Si tratta di fenomeni attentamente monitorati dagli enti scientifici, che permettono di aggiornare costantemente i modelli di rischio sismico.

Nelle ore precedenti al sisma registrato in Trentino, un altro episodio simile aveva interessato il Nord-Est. Alle 21:43 di sabato 20 dicembre, infatti, i sismografi dell’Ingv avevano rilevato una scossa della stessa magnitudo, 2.1, con epicentro nel territorio di Arcugnano, in provincia di Vicenza. Anche in quel caso, l’evento non aveva causato danni, ma era stato avvertito dalla popolazione locale, suscitando una momentanea preoccupazione.

La successione ravvicinata di questi due eventi, sebbene non collegati tra loro secondo le analisi scientifiche, evidenzia come il Nord Italia sia interessato da una attività sismica costante, che nella maggior parte dei casi si manifesta con terremoti di lieve entità. Gli esperti ribadiscono che scosse di magnitudo intorno a 2.0 rientrano nella normalità geologica di queste zone e non rappresentano un segnale anomalo.

L’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia continua a svolgere un ruolo centrale nel monitoraggio in tempo reale del territorio, grazie a una fitta rete di stazioni sismiche distribuite su tutto il Paese. Ogni evento viene analizzato e reso pubblico in tempi rapidi, garantendo informazioni precise e aggiornate sia alle istituzioni sia ai cittadini.

In assenza di conseguenze rilevanti, l’episodio di Mori viene archiviato come un evento sismico minore, utile tuttavia a mantenere alta l’attenzione sul tema della prevenzione e della conoscenza del rischio. La consapevolezza dei fenomeni naturali e la corretta informazione restano strumenti fondamentali per affrontare con serenità anche eventi improvvisi come i terremoti.

Redazione

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