I veronesi si preparano a un inverno di consumi attenti e orientati alla qualità, con una particolare attenzione a benessere, ristorazione e abbigliamento. È quanto emerge dall’indagine 2025 presentata da Confcommercio Veneto e Unioncamere Veneto, realizzata nel mese di novembre su un campione rappresentativo di 600 residenti della regione, per analizzare le intenzioni di spesa nel trimestre tra Black Friday, festività natalizie e saldi invernali.
Spese stabili nonostante l’inflazione
Nonostante l’aumento del costo della vita, l’80% dei veronesi ammette di sentirne il peso sulle proprie finanze (in linea con l’81% della media regionale), ma la propensione al consumo resta solida. Viaggi, cene, eventi e acquisti per la cura personale risultano centrali nelle priorità, con una crescente attenzione alla qualità piuttosto che al risparmio.
Secondo Patrizio Bertin, presidente di Confcommercio Veneto, «l’indagine conferma resilienza e vitalità nei consumi, con settori come benessere, ristorazione e moda in forte crescita». Per Bertin, la preferenza per prodotti di qualità è trasversale a tutte le fasce d’età e rappresenta un’opportunità concreta per il commercio veneto.
Anche Antonio Santocono, presidente di Unioncamere Veneto, parla di segnali incoraggianti rispetto al 2024, con una rinnovata fiducia nelle imprese e tra i consumatori. In particolare, si registra un +4,9% nella produzione del settore tessile e un +2,4% nell’alimentare e bevande.
I settori più dinamici: benessere e ristorazione in testa
La ricerca evidenzia un mercato in fermento, con il 70% dei veneti che prevede acquisti nel comparto abbigliamento e accessori, seguiti da:
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67% in ristorazione e food experience
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64% in prodotti e servizi legati al benessere
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55% in libri e cultura
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40% in articoli per la casa
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39% in articoli sportivi
Il confronto con il 2024 mostra un aumento delle spese in benessere (82%) e ristorazione (82%), mentre l’abbigliamento mantiene una quota stabile al 77%.
Black Friday e saldi: un mercato giovane e attivo
Il Black Friday si conferma un evento commerciale chiave: il 47% dei veneti farà acquisti, con picchi del 67% tra i 18-29enni e del 63% nella fascia 30-44 anni. Il 43% dei consumatori valuta le offerte realmente convenienti, premiando le promozioni autentiche e trasparenti.
Per quanto riguarda i saldi invernali, si registrano budget differenziati:
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Spesa contenuta (sotto i 100 euro) per libri, benessere e articoli sportivi.
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Budget medio (100-500 euro) per ristorazione e moda.
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Spesa elevata (oltre 1.000 euro) per viaggi (31%), elettronica (30%) e articoli di lusso (25%).
Gli scontrini medi previsti si attestano su:
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217 euro per l’abbigliamento
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183 euro per le calzature
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172 euro per gli accessori
Viaggi e turismo invernale: cresce la voglia di esperienze
Sul fronte turistico, il 31% dei veneti sceglierà destinazioni all’interno della regione, in particolare le località di montagna (57%) e le città d’arte (25%). Il 53% viaggerà nel resto d’Italia e il 40% andrà all’estero. Le motivazioni principali? Relax, qualità della vita e ricerca di tranquillità (58%).
Le strutture preferite sono:
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Bed & Breakfast (32%)
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Hotel (29%)
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Appartamenti turistici (17%)
La prenotazione online domina con il 76%, mentre un 14% continua ad affidarsi alle agenzie viaggi tradizionali, soprattutto per la consulenza personalizzata.
Commercio fisico vs online: la periferia vince
Il commercio tradizionale resta in vantaggio sull’e-commerce: il 67% degli acquisti avviene nei negozi fisici, con una preferenza per quelli in periferia (64%) rispetto ai centri storici (36%). Questo orientamento impone strategie mirate, capaci di valorizzare l’atmosfera e l’unicità del centro urbano, ma anche di potenziare l’offerta commerciale nelle aree ad alta densità abitativa.
La qualità come scelta strategica
Un dato chiave che emerge dall’indagine è la netta preferenza per la qualità: il 61% dei veneti sceglie prodotti e servizi di livello, a discapito del prezzo più basso. Questa tendenza cresce con l’età, arrivando all’82% negli over 65 e restando rilevante anche tra i 30-44enni (57%). Un segnale forte per il commercio locale, che può contare su una clientela disposta a spendere di più, purché riconosca valore, competenza e autenticità nell’offerta.
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