«Prepararsi allo scenario peggiore è la sola garanzia per far fronte a tutto». Con queste parole, il generale di Corpo d’Armata Carmine Masiello, Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, ha voluto richiamare l’intera organizzazione militare a una nuova consapevolezza. Il suo intervento, pronunciato in occasione dell’avvicendamento al vertice delle Forze Operative Terrestri dell’Esercito Italiano, si è distinto per tono diretto, fermezza e contenuti strategici.
Il passaggio di consegne tra il generale Massimo Scala e il subentrante Lorenzo D’Addario ha rappresentato l’occasione per un’analisi lucida della situazione internazionale e del ruolo cruciale delle Forze Armate italiane. In un contesto globale segnato da instabilità crescente, il generale Masiello ha evidenziato la necessità di un cambio di passo culturale e operativo.
«Serve coraggio per dire no. È finito il tempo degli yes men», ha dichiarato senza esitazioni, sottolineando come l’indipendenza di giudizio debba diventare una qualità imprescindibile per ogni comandante. Secondo Masiello, la capacità di dissentire in modo costruttivo rappresenta un segnale di maturità professionale, fondamentale per garantire decisioni efficaci e responsabili in contesti di crisi.
Il Capo di Stato Maggiore ha poi espresso grande apprezzamento per l’operato del generale Scala, riconoscendone pubblicamente le qualità umane e professionali: «Massimo è un ufficiale speciale, non perché è un amico, ma per l’altissimo livello di professionalità e rettitudine morale dimostrato in ogni incarico». Parole di stima anche per il generale D’Addario, chiamato a proseguire nel solco della continuità, ma con il compito di infondere nuova linfa e visione strategica alle forze operative.
Il discorso ha poi toccato il nodo centrale della preparazione dell’Esercito. «Addestriamoci per l’ipotesi peggiore», ha ribadito Masiello. Un’esortazione che non si riferisce soltanto a scenari di guerra, ma più in generale alla necessità di essere pronti a rispondere a qualsiasi emergenza, come già accaduto in occasione della pandemia da Covid-19.
La crisi, ha sottolineato il generale, è una realtà da affrontare con pragmatismo, senza illusioni. Da qui l’invito a guardare sempre ai risultati, a investire nella formazione, a garantire l’efficienza delle strutture operative e a mantenere alta la prontezza d’intervento.
Nel suo intervento, il Capo di Stato Maggiore ha inoltre richiamato con forza i valori fondanti dell’Esercito: disciplina, lealtà e onore, elementi che accomunano ogni militare, dal soldato al vertice della gerarchia. «Sono i valori per i quali migliaia di uomini sono morti, e altrettanti sono pronti a farlo ancora oggi per il bene del Paese», ha detto con convinzione, richiamando lo spirito di servizio che anima le Forze Armate italiane.
Il generale ha infine messo in guardia da una visione ingenua della realtà internazionale: «Chi dice che non esistono pericoli si illude». La stabilità non è scontata, e solo attraverso una pianificazione responsabile e un addestramento rigoroso si potrà garantire sicurezza e supporto alla nazione in tempi di crisi.
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