Scoperti 85 chili di tabacco illegale in alimentari a Verona

Denunciati due cittadini pachistani: la Guardia di finanza risale al punto vendita dopo un primo sequestro a Nogara

La Guardia di finanza di Verona ha sequestrato 85 chili di tabacco di contrabbando all’interno di un negozio di generi alimentari a San Bonifacio, nel corso di un’operazione che ha portato alla denuncia di due cittadini di origine pakistana, residenti nella provincia veronese.

L’indagine ha avuto origine a fine maggio, quando i militari della compagnia di Legnago avevano intercettato 52 chili di tabacco privo dei contrassegni del Monopolio di Stato nel comune di Nogara. Da quel primo ritrovamento è partita una serie di accertamenti che ha condotto gli investigatori a un secondo punto di vendita, risultato essere coinvolto nella distribuzione del prodotto illecito.

All’interno del negozio di San Bonifacio sono state trovate numerose confezioni di tabacco, per un peso complessivo di 85 chili, tutte sequestrate perché sprovviste della regolare marcatura fiscale. Il prodotto era destinato al consumo orale, una tipologia non ammessa sul mercato italiano e largamente diffusa nei Paesi del subcontinente indiano, in particolare in Pakistan e India.

Le autorità sottolineano come il commercio di questa specifica tipologia di tabacco risulti in crescita tra comunità straniere, specialmente laddove esistono canali informali di distribuzione legati a piccoli esercizi commerciali. L’attività investigativa ha permesso non solo di bloccare la vendita di un prodotto illegale, ma anche di interrompere una filiera illecita di approvvigionamento e distribuzione.

I due denunciati dovranno rispondere del reato di contrabbando di tabacchi lavorati, come previsto dall’articolo 291-bis del Testo Unico delle Leggi Doganali. La denuncia è stata inoltrata alla Procura della Repubblica di Verona, che ora seguirà gli sviluppi del procedimento penale.

Secondo la Guardia di finanza, operazioni come questa sono fondamentali per contrastare il fenomeno del contrabbando, che non solo danneggia l’erario pubblico, ma espone i consumatori a prodotti privi di controllo sanitario e spesso nocivi per la salute.

Redazione

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