Usato in crescita a Verona: boom di acquisti nei mercatini post pandemia

Dopo il Covid, aumenta il numero di famiglie e giovani che scelgono il riuso. In città si registra un’impennata del 20-25% nelle vendite di abbigliamento e arredi di seconda mano

Il mercato dell’usato a Verona vive una nuova stagione di espansione, trainata da una clientela sempre più ampia e diversificata. Se in passato i mercatini dell’usato erano frequentati principalmente da appassionati di oggetti d’epoca, oggi si stanno trasformando in veri e propri punti di riferimento per famiglie, giovani e persone in cerca di soluzioni economiche e sostenibili.

L’interesse verso l’usato è cresciuto notevolmente dopo la pandemia, che ha portato a una rivisitazione dei consumi e delle priorità domestiche. Tra i principali driver: il risparmio, la crescente sensibilità ambientale e la ricerca di articoli originali o di qualità a prezzi contenuti. Un cambiamento confermato anche da chi nel settore lavora da anni.

«L’abbigliamento è diventato una delle categorie più richieste», afferma Marco Brunelli del mercatino “Usa e Riusa” in via Giolfino, attivo da 24 anni. «Molte famiglie cercano camerette, cucine usate, mobili resistenti e funzionali, ma anche vestiti a basso costo. All’inizio vendevamo quasi solo mobili antichi, ora la situazione è completamente invertita». Dopo il Covid, le vendite sono cresciute del 20% e il trend non accenna a calare.

A cambiare è anche il profilo di chi acquista. Se da un lato cresce la presenza di giovani italiani attirati da capi e oggetti vintage, dall’altro il mercato dell’arredamento classico trova nuovi acquirenti tra le famiglie del sud-est asiatico. Lo conferma Nicol Ambrosini del Mercatino Mobil Discount di via Basso Acquar, da trent’anni sul territorio: «Clienti provenienti dallo Sri Lanka o da paesi vicini cercano mobili solidi e ben fatti, anche spendendo qualcosa in più. Questo tipo di arredamento ha oggi un nuovo valore per chi non si accontenta della grande distribuzione.»

In parallelo, cresce anche il numero di persone che portano abiti e accessori in conto vendita, alimentando un ciclo virtuoso di riuso e risparmio. L’abbigliamento si conferma stabile tra le categorie più vendute, mentre l’oggettistica registra una leggera flessione, probabilmente legata al cambiamento delle abitudini d’arredo e alla maggiore attenzione al minimalismo.

Il settore dell’usato non è più marginale né relegato alla nicchia nostalgica, ma si è evoluto in risposta a un contesto economico più complesso e a una nuova cultura del consumo. Oggi rappresenta un’alternativa concreta per chi cerca qualità, risparmio e sostenibilità, adattandosi ai cambiamenti sociali e alle esigenze del mercato.

Redazione

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