Aldo Moro, teatro e memoria: due giorni per riflettere su legalità e giustizia

Il 5 e 6 maggio Verona ricorda Moro con Fabrizio Gifuni tra le scuole e il palcoscenico del Teatro Nuovo: un percorso educativo per studenti e cittadinanza

Aldo Moro morto

A quasi cinquant’anni dalla tragica vicenda del sequestro e dell’uccisione di Aldo Moro, Verona sceglie di riaccendere la memoria collettiva attraverso due appuntamenti speciali dedicati alla figura dello statista democristiano. Un’iniziativa che unisce teatro, educazione e riflessione civile, rivolta soprattutto alle giovani generazioni, ma aperta a tutta la cittadinanza.

Il doppio appuntamento: tra scuola e teatro

Oggi, lunedì 5 maggio 2025, l’attore Fabrizio Gifuni ha incontrato 400 studenti e studentesse dell’Istituto Copernico Pasoli. Un’occasione per affrontare con le nuove generazioni il significato più profondo dell’essere cittadini, della fedeltà alle istituzioni e del sacrificio personale in nome dello Stato. Si parlerà anche di emozioni universali, come il tradimento, la rabbia, il dolore e la paura, presenti nelle lettere scritte da Moro durante i suoi 55 giorni di prigionia.

Il giorno seguente, martedì 6 maggio alle ore 21, Gifuni sarà sul palco del Teatro Nuovo con lo spettacolo “Con il vostro irridente silenzio”, tratto dalle lettere e dal memoriale scritti da Aldo Moro nel suo drammatico sequestro del 1978. Un testo potente, doloroso, politicamente lucido e umano al tempo stesso, che torna a interrogare ancora oggi la coscienza civile del Paese.

Il costo del biglietto per lo spettacolo sarà di 10 euro in tutti i settori, grazie al contributo del Comune di Verona.

Un percorso di sensibilizzazione tra legalità e giustizia riparativa

L’iniziativa è parte di un progetto promosso dal Comune di Verona, in collaborazione con la Camera Minorile di Verona, la Rete Scuola e Territorio STEI e il Teatro Nuovo, dedicato alla legalità e alla giustizia riparativa. Un percorso che ha già coinvolto, lo scorso anno, figure come Agnese Moro e Franco Bonisoli, e momenti di confronto pubblico, come il convegno con PIF nell’anniversario dell’uccisione di Peppino Impastato.

“Parlare di Aldo Moro significa parlare di giustizia violata, ma anche di una legalità che non sempre ha saputo rispondere nel modo giusto – ha spiegato l’assessora Stefania Zivelonghi – Questa iniziativa vuole essere uno strumento per interrogare, formare e rendere consapevoli i cittadini di domani”.

Non a caso, Aldo Moro fu promotore, nel 1958, dell’introduzione dell’educazione civica nelle scuole italiane, anticipando di decenni l’urgenza di formare cittadini attivi e consapevoli.

Un uomo delle istituzioni, tradito dallo Stato?

“Moro è stato un uomo delle istituzioni, ma anche un uomo ferito dalle istituzioni stesse – ha osservato Christian Serpelloni, vicepresidente della Camera Minorile –. Il dramma personale che emerge dalle sue lettere è inseparabile dalla sua figura pubblica e politica”.

Lo spettacolo e l’incontro con gli studenti non vogliono solo ricordare, ma stimolare un confronto autentico tra le nuove generazioni e una delle pagine più complesse e dolorose della storia italiana. La memoria diventa così un atto di responsabilità collettiva, uno strumento per educare alla giustizia, alla legalità e alla coscienza democratica.

Redazione

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