Dopo un anno di stallo, il comparto delle costruzioni si prepara al 2025 con l’obiettivo di consolidare i risultati raggiunti negli anni precedenti. Nonostante i segnali positivi, la sfida principale rimane quella di garantire un futuro solido, investendo su giovani adeguatamente formati e pronti ad affrontare le esigenze del mercato.
Tra le iniziative più apprezzate, spicca la lettera inviata dal ministro dell’Istruzione alle famiglie con figli in terza media. Questo gesto sottolinea l’importanza di una scelta ponderata del percorso di studi, che non solo determinerà il futuro dei ragazzi, ma anche la crescita delle nostre comunità. Come evidenziato da Alessandro Gerotto, presidente di Ance Veneto, il coinvolgimento delle famiglie, in particolare delle madri, è cruciale per orientare i giovani verso settori chiave come quello delle costruzioni. “Senza lavoratori adeguatamente formati, non ci sarà impresa e il benessere collettivo sarà a rischio”.
Il lavoro in Veneto: il nodo della formazione e della mancanza di manodopera
In Veneto, il panorama del lavoro registra cambiamenti significativi. Si osserva un aumento della partecipazione lavorativa degli over 54, ma la vera innovazione richiede il contributo delle nuove generazioni, dotate di mentalità aperta e visione a lungo termine. I report di Veneto Lavoro evidenziano una carenza crescente di risorse umane, una criticità che rischia di compromettere l’intero settore.
Alcuni dati allarmanti:
- Le donne occupate nel Veneto hanno raggiunto quota 974.000 nel 2023, segnando un +20% rispetto al 2004. Tuttavia, la domanda di lavoratori nel comparto delle costruzioni supera di gran lunga l’offerta disponibile.
- Nei prossimi cinque anni, il settore richiederà tra i 10.000 e i 12.000 lavoratori l’anno, per un totale di circa 45.000 in tutto il Nord Est.
- L’83% delle imprese edili venete non riesce a reperire manodopera qualificata. Le difficoltà di reclutamento variano dal 38,7% al 45% a seconda della specializzazione.
Particolare attenzione è rivolta alle lavoratrici, poiché il comparto delle costruzioni non è più esclusivamente maschile. Sempre più donne si affacciano a questo mondo, portando competenze che arricchiscono il settore.
Professioni richieste e trasformazione digitale del settore
L’ultimo rapporto di Formedil delinea le qualifiche più ricercate, che includono:
- Carpentiere edile (34,6%)
- Manovale edile e impiegato amministrativo (12,5% ciascuno)
- Conduttori di macchinari per il movimento terra (7,7%)
- Tecnici della sicurezza e gruisti (6,8%)
Queste professioni, sebbene legate a nomenclature tradizionali, richiedono oggi competenze altamente specializzate, dalla gestione digitalizzata dei macchinari all’utilizzo di materiali innovativi. “Le costruzioni sono ormai di livello 5.0” sottolinea Gerotto, evidenziando come il settore abbracci tecnologie avanzate come BIM, IoT, 5G, droni e intelligenza artificiale.
Un appello alle famiglie: investire nel futuro dei propri figli
Di fronte a un mercato in continua evoluzione, scegliere il giusto percorso formativo diventa una responsabilità imprescindibile per le famiglie. Gerotto invita a considerare attentamente le opportunità offerte dal settore delle costruzioni, dove innovazione e tradizione si fondono per creare un futuro sostenibile e prospero.
Investire nella formazione oggi significa garantire opportunità domani, sia per i giovani che per le nostre comunità.
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