La stagione influenzale 2024 ha visto l’emergere della variante H3N2, conosciuta come “influenza australiana”, una forma del virus che ha già colpito duramente l’emisfero sud, causando milioni di contagi e un numero record di ospedalizzazioni. Sebbene il virus sia stato inizialmente identificato in Australia, la sua diffusione a livello globale sta creando preoccupazioni anche in Italia, dove ha cominciato a presentarsi con sintomi molto più gravi rispetto alla normale influenza stagionale.
Sintomi dell’influenza australiana
Il virus H3N2 si manifesta con una serie di sintomi comuni all’influenza, ma con caratteristiche distintive che lo rendono particolarmente pericoloso.
- Febbre alta, che può superare i 38°C
- Dolori muscolari e articolari diffusi
- Brividi e forte stanchezza, spesso accompagnati da una sonnolenza intensa
- Tosse secca e mal di gola persistenti
- Congestione nasale e difficoltà respiratorie
- Sintomi gastrointestinali, come nausea, vomito e diarrea, che si manifestano in alcuni casi
Un aspetto distintivo dell’influenza australiana è la presenza di sintomi neurologici, tra cui:
- Confusione mentale e mal di testa intensi
- Encefalite e deliri in forma grave
- Convulsioni, specialmente tra i soggetti più vulnerabili
Il decorso della malattia può variare: nei pazienti più giovani o senza altre patologie, la durata si aggira generalmente tra i 5 e i 7 giorni, ma può risultare più lunga e complicata in anziani, bambini e persone con malattie croniche.
Come curare l’influenza australiana
Il trattamento per l’influenza australiana non differisce molto da quello per l’influenza stagionale. In genere, si ricorre ai seguenti rimedi:
- Antinfiammatori, come ibuprofene o ketoprofene, per ridurre il dolore e l’infiammazione
- Paracetamolo, indicato per abbassare la febbre alta
- Riposo e idratazione per favorire la guarigione e supportare il sistema immunitario
- Antibiotici non sono utili contro il virus influenzale, a meno che non si verifichino infezioni batteriche secondarie
- Farmaci antivirali, che possono essere prescritti solo in caso di rischio elevato di complicazioni
In generale, il trattamento è principalmente sintomatico, ma nei casi di complicazioni o nei soggetti ad alto rischio, i medici possono prescrivere antivirali specifici per contenere la diffusione del virus.
Prevenzione dell’influenza australiana: il ruolo del vaccino
La prevenzione è essenziale, e il vaccino antinfluenzale rappresenta la principale misura di protezione contro la variante H3N2. Le autorità sanitarie italiane, come l’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA), raccomandano la vaccinazione per le categorie più vulnerabili, che includono:
- Persone over 60 anni
- Donne in gravidanza o nel periodo post parto
- Individui con patologie croniche, come malattie cardiache, respiratorie o diabete
Il vaccino è gratuito per questi gruppi e può essere somministrato presso i medici di base o i centri vaccinali locali.
Complicanze dell’influenza australiana
Seppur la maggior parte delle persone guarisce senza conseguenze gravi, il virus H3N2 può comportare complicanze gravi, soprattutto nei soggetti fragili. Tra queste, le infezioni batteriche secondarie, la polmonite, e, nei casi più estremi, danni neurologici irreversibili a causa dell’encefalite.
La variante H3N2, nota come influenza australiana, si presenta come una forma più potente e insidiosa di influenza, che può provocare complicazioni anche a livello neurologico. È quindi importante seguire le raccomandazioni mediche, praticare buone abitudini igieniche e, soprattutto, vaccinarsi per proteggere se stessi e gli altri.
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