Sette nuclei familiari hanno dovuto lasciare le proprie abitazioni in via Guerinone 26, nel quartiere veronese di Parona, dopo la decisione di Ater Verona di procedere con uno sgombero precauzionale per tutelare la sicurezza dei residenti. Il provvedimento riguarda uno stabile nel quale vivevano da molti anni persone che, in alcuni casi, sono anziane o presentano difficoltà di mobilità.
La decisione è stata presa dopo la comparsa, nella seconda metà di agosto, di crepe e fessurazioni sui soffitti e sulle pareti dell’edificio. Ai primi segnali di deterioramento si sono aggiunti frammenti di intonaco e calcinacci, oltre ad altri elementi che hanno sollevato interrogativi sulle condizioni della struttura.
Di fronte a questi fenomeni, l’azienda che gestisce l’edilizia residenziale pubblica ha commissionato una perizia tecnica strutturale per valutare lo stato dell’immobile e individuare eventuali rischi. I risultati sono stati trasmessi ai vigili del fuoco e alle autorità competenti, tra cui il Comune di Verona e la prefettura.
Sebbene dalla valutazione non fosse emersa una situazione di pericolo immediato, Ater ha scelto di intervenire senza attendere ulteriori sviluppi. La priorità è stata evitare che gli inquilini rimanessero esposti a possibili rischi legati al deterioramento dell’edificio.
Famiglie trasferite in un residence o ospitate dai parenti
Per organizzare il trasferimento, Ater ha incontrato personalmente gli assegnatari lunedì 5 ottobre. Alla riunione hanno preso parte il presidente dell’ente, il direttore e i tecnici incaricati, che hanno illustrato le ragioni della decisione e le procedure previste per lasciare gli appartamenti.
Agli inquilini è stato chiesto di liberare gli alloggi entro venerdì 9 ottobre. Per affrontare l’emergenza abitativa immediata, l’ente ha messo a disposizione una sistemazione temporanea in un residence situato nelle vicinanze dello stabile. Alcune famiglie hanno invece preferito trasferirsi provvisoriamente presso parenti.
La situazione presenta difficoltà particolari per le persone anziane e per chi ha problemi di mobilità, soprattutto perché si tratta di residenti che avevano costruito nel tempo un forte legame con la propria casa e con il quartiere.
Ater ha assicurato il proprio sostegno anche per il trasferimento degli effetti personali. Gli arredi presenti negli appartamenti resteranno per il momento all’interno dell’edificio di via Guerinone, in attesa che venga individuata una soluzione abitativa più stabile.
L’obiettivo dichiarato dall’azienda è limitare, per quanto possibile, le conseguenze dello sgombero sulla vita quotidiana degli assegnatari, consentendo loro di rimanere nel territorio in cui vivono da anni e dove hanno sviluppato relazioni e abitudini.
Nuovi alloggi, si guarda a via Valpolicella
Dopo aver garantito una prima sistemazione temporanea, Ater Verona sta valutando le possibili alternative per assicurare alle sette famiglie una nuova collocazione abitativa.
Tra le ipotesi considerate figura uno stabile in via Valpolicella, non lontano dall’edificio sgomberato. La soluzione consentirebbe agli inquilini di restare nella stessa zona della città, riducendo i cambiamenti legati al trasferimento.
Secondo quanto comunicato dall’ente, i lavori di sistemazione dell’immobile individuato potrebbero iniziare nelle prossime settimane e concludersi tra febbraio e marzo 2027. Le tempistiche sono quindi legate alla realizzazione degli interventi necessari per rendere disponibili gli alloggi.
La proposta è ancora oggetto di valutazione e dovrà essere esaminata anche in relazione alle esigenze specifiche dei nuclei familiari coinvolti. In alternativa, Ater prenderà in considerazione altre abitazioni disponibili nel proprio patrimonio immobiliare a Verona, confrontandosi con gli assegnatari per individuare le opzioni più adatte.
La ricerca di una soluzione definitiva rappresenta uno degli aspetti più delicati dell’intera vicenda, perché dovrà tenere conto non soltanto della disponibilità degli immobili, ma anche delle necessità di persone che potrebbero avere bisogno di abitazioni accessibili e di servizi facilmente raggiungibili.
Il futuro dell’edificio: ristrutturazione o demolizione
Parallelamente alla ricerca di nuovi alloggi, sarà necessario stabilire quale destino riservare allo stabile di via Guerinone 26. Il primo passaggio consisterà nella messa in sicurezza dell’area, per impedire che le condizioni dell’immobile possano determinare ulteriori problemi.
Successivamente, Ater procederà con una valutazione tecnica ed economica per stabilire se sia possibile recuperare la struttura attraverso una ristrutturazione oppure se risulti più opportuno procedere alla demolizione e alla successiva ricostruzione.
La scelta dipenderà dagli esiti degli approfondimenti sull’edificio e dalla sostenibilità degli interventi necessari. Al momento, quindi, non è stata indicata una soluzione definitiva per il complesso residenziale.
Il quadro emerso dalla perizia ha comunque spinto l’ente a privilegiare la prevenzione, evitando di mantenere le famiglie all’interno degli appartamenti mentre vengono approfondite le condizioni strutturali.
Emanuele Tosi: «La sicurezza viene prima di tutto»
Il presidente di Ater Verona, Emanuele Tosi, ha spiegato che la decisione di procedere con lo sgombero è stata dettata dalla necessità di mettere al primo posto la tutela degli assegnatari. L’ente, ha precisato, era consapevole delle difficoltà che il trasferimento avrebbe comportato, soprattutto per chi viveva nell’edificio da decenni.
«La sicurezza dei nostri assegnatari viene prima di tutto e, di fronte a quanto emerso dalla perizia tecnica, dovevamo procedere allo sgombero nel più breve tempo possibile», ha dichiarato Tosi.
Il presidente ha riconosciuto che la scelta non è stata semplice, considerato il legame costruito nel corso degli anni tra i residenti e le loro abitazioni. Per questo motivo, Ater ha ritenuto importante incontrare direttamente tutte le famiglie prima di procedere, illustrando le ragioni del provvedimento e le soluzioni temporanee disponibili.
L’attenzione dell’ente si concentra ora su due obiettivi: garantire condizioni di sicurezza nell’area interessata e individuare una sistemazione adeguata per tutti gli assegnatari.
Per le sette famiglie di Parona, la priorità è adesso trovare una nuova casa senza allontanarsi, se possibile, dal quartiere in cui hanno vissuto per anni. Nel frattempo, la valutazione tecnica dell’edificio stabilirà se sarà possibile recuperarlo oppure se si renderà necessaria una ricostruzione.
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