Verona dice addio ai monopattini in sharing: spazio a bici e scooter elettrici

La città cambia strategia sulla mobilità sostenibile: il nuovo servizio escluderà i monopattini a noleggio e punterà su una flotta di 500 biciclette elettriche. Intanto cresce l'offerta degli scooter elettrici condivisi, disponibili anche in provincia.

scooter sharing

Verona cambia la mobilità condivisa: fino a 500 biciclette elettriche

Il futuro della mobilità condivisa a Verona sarà sempre più orientato verso le biciclette a pedalata assistita e gli scooter elettrici. I monopattini in sharing, invece, sono destinati a scomparire dalle strade cittadine, almeno per quanto riguarda il servizio di noleggio pubblico.

La decisione dell’amministrazione comunale segna un cambiamento importante nell’organizzazione dei trasporti alternativi, con l’obiettivo di ridefinire l’offerta dei mezzi disponibili per gli spostamenti urbani.

Il nuovo modello di bike sharing prevede una flotta composta da un massimo di 500 biciclette elettriche, affidate a non più di due operatori. A stabilirlo è la manifestazione di interesse predisposta da Amt3, la società partecipata incaricata di gestire la procedura per individuare le aziende interessate.

Il sistema continuerà a funzionare attraverso la modalità free floating, che consente agli utenti di prendere e lasciare le biciclette nelle aree autorizzate senza dover necessariamente utilizzare stazioni di parcheggio fisse.

Le modalità operative definitive saranno stabilite dopo l’esame delle proposte presentate dalle società partecipanti.

Monopattini esclusi dal nuovo servizio: cosa cambia per gli utenti

La fine del noleggio dei monopattini elettrici non sarà immediata. L’attuale servizio continuerà infatti a funzionare durante il periodo di proroga, fino all’attivazione del nuovo sistema dedicato esclusivamente alle biciclette.

A confermare l’indirizzo dell’amministrazione è stato l’assessore comunale alla Mobilità, Tommaso Ferrari, che ha indicato l’inizio dell’anno successivo come periodo previsto per il passaggio al nuovo modello.

La scelta riguarda specificamente il servizio di sharing e non costituisce, quindi, un divieto generale di circolazione per i monopattini elettrici privati, che restano soggetti alle disposizioni del Codice della strada.

Per gli utenti abituati a utilizzare questi veicoli per raggiungere il centro storico, gli uffici o le fermate del trasporto pubblico, le biciclette elettriche condivise rappresenteranno la principale alternativa prevista dal nuovo affidamento.

Sicurezza e parcheggi irregolari tra le criticità dei monopattini

Tra gli elementi che hanno accompagnato la decisione di interrompere il servizio figurano le problematiche legate alla sicurezza stradale e alla gestione della sosta.

I monopattini elettrici si sono diffusi soprattutto come soluzione per gli spostamenti brevi, generalmente compresi tra poche centinaia di metri e alcuni chilometri. La loro praticità ha favorito l’utilizzo da parte di lavoratori, studenti, pendolari e visitatori.

Nel tempo, tuttavia, sono emerse alcune criticità. L’abbandono dei mezzi sui marciapiedi e in punti di passaggio ha rappresentato uno dei problemi più difficili da risolvere, nonostante l’introduzione di regole progressivamente più restrittive sulle zone autorizzate per concludere il noleggio.

A questo si sono aggiunte le questioni relative ai comportamenti di guida, al rispetto delle norme di circolazione e all’utilizzo dei dispositivi di protezione obbligatori.

La progressiva regolamentazione del settore non ha eliminato completamente le difficoltà, contribuendo a orientare la scelta verso altre forme di micromobilità.

Verona si inserisce così nel gruppo delle città italiane che hanno deciso di rivedere la presenza dei monopattini elettrici condivisi sul proprio territorio.

Nuovo bando Amt3: possibili candidature di Dott e Bit Mobility

Il presidente di Amt3, Giuseppe Mazza, ha illustrato le caratteristiche principali del futuro servizio, confermando che potranno operare al massimo due gestori con una disponibilità complessiva non superiore a 500 biciclette a pedalata assistita.

Tra le aziende potenzialmente interessate figurano operatori già attivi nel capoluogo scaligero, come Dott e Bit Mobility.

Quest’ultima, società veronese impegnata da anni nel settore della mobilità condivisa, ha manifestato interesse per la nuova procedura, pur riservandosi di esaminare le condizioni previste dall’avviso pubblico.

Bit Mobility dispone già di biciclette elettriche utilizzate in altri territori e potrebbe quindi proporre anche a Verona una flotta dedicata al nuovo servizio.

L’eventuale partecipazione e l’assegnazione del servizio dipenderanno comunque dalle candidature effettivamente presentate e dalle successive valutazioni.

Scooter elettrici in sharing: il servizio si estende oltre Verona

Mentre si prepara l’uscita di scena dei monopattini condivisi, un’altra soluzione di trasporto elettrico sta ampliando le possibilità di spostamento sul territorio.

Bit Mobility ha avviato una sperimentazione di scooter elettrici in sharing, con una flotta iniziale di 50 veicoli, introducendo un servizio differente rispetto a quello dei monopattini e delle biciclette.

L’iniziativa, partita il 13 agosto del periodo a cui si riferisce l’annuncio, permette di noleggiare veri e propri ciclomotori elettrici per effettuare tragitti anche al di fuori del capoluogo.

La copertura geografica comprende diversi comuni della provincia, tra cui San Giovanni Lupatoto, San Martino Buon Albergo, Castel d’Azzano, Pescantina, Negrar, Bussolengo, Sommacampagna, Sona e Villafranca.

Il servizio raggiunge anche il lago di Garda, interessando i territori comunali di Lazise e Peschiera del Garda.

Si tratta di un’estensione significativa rispetto alla tradizionale micromobilità urbana, generalmente utilizzata per percorrere distanze più contenute.

Biciclette e scooter elettrici per esigenze di mobilità differenti

Secondo Michela Crivellente, legale rappresentante di Bit Mobility, biciclette, monopattini e scooter elettrici rispondono a necessità differenti e possono svolgere funzioni complementari all’interno di un sistema di trasporto condiviso.

Gli scooter, in particolare, consentono di affrontare spostamenti più lunghi rispetto a quelli normalmente effettuati con i monopattini, offrendo una soluzione alternativa anche per i collegamenti tra Verona e i comuni limitrofi.

La sperimentazione avviata dall’azienda ha registrato, nelle prime settimane, riscontri considerati soddisfacenti dall’operatore.

La diffusione del servizio dipenderà dall’andamento della domanda e dalle condizioni previste per l’utilizzo dei veicoli nelle diverse aree operative.

Il futuro dello sharing a Verona tra nuove regole e mobilità elettrica

La riorganizzazione della mobilità condivisa porterà quindi a una distinzione più netta tra i servizi disponibili.

Da una parte, il bike sharing con biciclette elettriche diventerà il riferimento del nuovo affidamento gestito da Amt3. Dall’altra, gli scooter elettrici rappresenteranno un’opzione aggiuntiva per chi deve percorrere tragitti più estesi, anche fuori città.

Resterà invece attivo soltanto fino al cambio di gestione l’attuale noleggio dei monopattini, destinato a non essere riproposto nel nuovo servizio.

Per conoscere nel dettaglio la distribuzione delle biciclette, le condizioni economiche e le modalità di utilizzo sarà necessario attendere l’esito della manifestazione di interesse.

La trasformazione dello sharing a Verona segnerà così il passaggio da un sistema che comprende anche i monopattini a un’offerta pubblica concentrata sulle biciclette a pedalata assistita, mentre gli scooter elettrici stanno già sperimentando nuovi collegamenti tra il capoluogo e la provincia.

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